Nasce la Rete delle Portinerie

La Portineria di Comunità si espande. Il progetto, ideato dalla Rete Italiana di cultura Popolare per tessere relazioni e sviluppare servizi di prossimità, verrà replicato dopo il successo del primo presidio a Porta Palazzo, sostenuto dalla Fondazione CRT, da sempre al fianco della Rete, di Fondazione Compagnia di San Paolo e Comune di Torino.

Nasceranno nei prossimi mesi 6 nuove Portinerie in Piemonte, di cui tre a Torino (una in Borgo San Paolo vicino alle OGR, una in Lungo Dora Savona, nel giardino a fianco all’Istituto Lagrange, e una in circoscrizione 5). Altre due saranno in Val di Susa e una nel Canavese. Si creerà così una vera e propria rete di Portinerie che lavorerà con la comunità anche grazie al Portale dei Saperi, piattaforma che raccoglie le storie delle persone che vivono in un determinato territorio e consente di mettere insieme competenze e bisogni, facendo incontrare chi cerca amici, o chi cerca lavoro con chi lo offre.

L’apertura in Borgo San Paolo avverrà in collaborazione con OGR, Fondazione Sviluppo e Crescita e con la circoscrizione 3, guidata dalla presidente Francesca Troise. Quella in circoscrizione 5, sarà in collaborazione con l’Aps Orti Alti e il nuovo spazio di Beeozanam, e avrà il vantaggio di operare all’interno di un patto sui beni comuni che mette già in relazione molte associazioni, la rete del commercio locale e agli abitanti. In Lungo Dora Savona, la Portineria sta aprendo grazie al bando Tonite, e grazie alla collaborazione con gli istituti Sella-Alto-Lagrange, e tra le altre cose si occuperà, insieme alla Portineria di Porta Palazzo, della mappatura del quartiere Aurora, trovando nuove storie da inserire nel Portale dei Saperi, con il supporto di Lavazza Group. In Val Susa, invece, la nascita della nuova Portineria sarà possibile grazie, da una parte alla cooperativa Pier Giorgio Frassati nel Comune di Oulx, dall’altra al comune di Avigliana. Infine, nel Canavese, nascerà nel comune di Rivarolo, in collaborazione con il consorzio intercomunale dei Servizi Socio Assistenziali Ciss 38, con Confindustria canavese e il Ccia.  Lo sviluppo di un modello piemontese di comunità si è reso possibile grazie ai finanziamenti del bando Sanità e welfare – Politiche per i bambini, le famiglie, minori e giovani, sostegno alle situazioni di fragilità sociale – della Regione Piemonte. Ma sono scesi in campo anche il Comune di Torino, Fondazione CRT, Compagnia San Paolo, Lavazza Group, Torino Social Impact e Agenzia Piemonte Lavoro.

La prima Portineria di comunità, pensata prima della pandemia, – spiega Chiara Saraceno, presidente della Rete Italiana di cultura Popolare – ha mostrato tutto il suo potenziale proprio nel periodo in cui la socialità era più ridotta, il mutuo aiuto più difficile, mentre le fragilità aumentavano a causa delle conseguenze di Covid. Ci ha consentito di contrastare l’abbandono e la disaffezione rispetto alla scuola a fronte delle difficoltà della Dad, di cogliere i bisogni di chi era isolato o in grave difficoltà a fare fronte alle necessità quotidiane. Da qui siamo partiti per costruire legami e stabilire alleanze, con singoli e associazioni, con istituzioni pubbliche e private. Oggi questo modo di stare sul territorio viene assunto come modello per disegnare una rete di Portinerie capaci di contribuire alla costruzione di comunità locali solidali e capaci di innovazione. Un modo di produrre welfare, ma anche di fare cultura”.

La Fondazione CRT sostiene sin dall’inizio la Rete Italiana di Cultura Popolare, con le sue molteplici iniziative di solidarietà, inclusione, promozione culturale e valorizzazione della comunità – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Un cammino lungo 17 anni, che oggi culmina con il lancio della Rete delle Portinerie di Comunità: un modello pioneristico ‘targato’ Piemonte, che nasce dall’esperienza virtuosa e di successo della prima ‘antenna’ nel cuore di Torino, resa possibile dalla Fondazione CRT e selezionata tra le buone pratiche d’innovazione sociale dalla Commissione Europea”.

 

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