“L’Anfora di Clio” sbarca su RaiPlay

In occasione della Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, approda su RaiPlay “L’anfora di Clio”, prodotto dalla Fondazione Accademia Perosi nell’ambito del Progetto Diderot della Fondazione CRT.

Scritta da Mario Acampa in piena pandemia, non potendo andare in scena a teatro è diventato il primo opera movie show dedicato ai giovani.

Selezionata al 38^ Torino Film Festival, l’opera porta ai più giovani musica classica, prosa e danza, per riflettere sul rapporto con il web.

Nel cast Mirjam Schiavello e Matteo Sala nel ruolo dei protagonisti Thalia e Polly.

Le muse dell’arte sono interpretate da Claudia Sasso, Valentina Iannone, Alfonso Michele Ciulla, Francesco Fortes. Con gli attori Michela di Martino, Luca Viola e la partecipazione straordinaria di Benedetta Mazza nel ruolo di Clio.

Le musiche, negli adattamenti musicali a cura di Diego Mingolla, sono eseguite dall’Orchestra Talenti Musicali della Fondazione CRT sotto la bacchetta del Maestro Marco Alibrando.

Le coreografie sono di Raphael Bianco, per i danzatori della Compagnia Egri Bianco Danza.

Costumi di Agostino Porchietto, scenografie di Francesco Boerio, trucco e parrucco GV Professional Make Up Academy. La regia è di Mario Acampa e Riccardo Alessandri.

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Sono le insidie del web, quelle dove anche odio e violenza trovano terreno fertile e rappresentano un pericolo soprattutto per i giovani.  Quelle dove si sviluppano anche concreti fenomeni delinquenziali. Diventa fondamentale che se ne parli attraverso tutti i canali d’informazione: televisivo, radiofonico, digitale. E proprio in occasione della “Giornata nazionale contro il bullismo ed il cyberbullismo” (il 7 febbraio)  su RaiPlay Bambini sarà disponibile “L’Anfora di Clio”, un film inserito in un progetto didattico, pubblicato nella fascia Learning e rivolto ai giovani fra gli 8 e i 12 anni.  L’opera show, realizzata da Mario Acampa, tratta proprio i temi del cyberbullismo, delle fake news e dei rapporti umani ai tempi dei social. Evitando qualunque demonizzazione, sposta l’attenzione sulla consapevolezza degli utenti che, soprattutto quando si tratta dei più giovani, necessitano di regolamentazione, assistenza ed educazione all’utilizzo di internet.

Ne “L’Anfora di Clio” si fondono arte, tecnologia, creatività e innovazione, per far sì che il web venga vissuto in maniera positiva e propositiva. Presentato in anteprima nazionale al Torino Film Festival, il film è stato realizzato dopo il lockdown e rappresenta il segno della capacità di adattamento, della voglia di resistere e della speranza di mantenere viva ed alta la bandiera della produzione culturale.

La narrazione dell’opera si svolge nel magico tempio di Elicona, mitica sede delle muse dell’arte. Qui la musa Thalia si ritrova da sola a gestire tutte le incombenze delle sue sorelle: Melpomene (musa della tragedia), Euterpe (musa della musica), Tersicore (musa della danza) e Uranio (musa delle stelle). Un giorno un corriere di AmaZeus, l’agenzia di consegne divina, recapita un misterioso pacco mandato dal capo degli dei in persona: l’anfora di Clio. Il vaso digitale è in realtà un innovativo software pronto a realizzare qualunque richiesta, e a connettere gli utenti a ogni sorta di app in cambio dell’autorizzazione al trattamento dei propri dati personali. Le muse, cedendo al fascino insidioso del web, si ritroveranno connesse al diretto erede del vaso di Pandora, ovvero la fonte di tutti i mali del web. Hater, fake news e cyberbullismo contageranno le muse fino a farle diventare a loro volta delle vere e proprie cyberbulle e Thalia si ritroverà da sola a fronteggiare il dilemma tra internet buono o internet cattivo. Soltanto una buona dose di cyber-speranza potrebbe bonificare il sistema e forse risvegliare l’allegria nel cuore della giovane musa della commedia, ma… ci vorrebbe un eroe.

 

 

 

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