Premio Lagrange – Fondazione CRT 2026 a Dashun Wang, lo scienziato che studia come nascono le grandi scoperte nell’era dell’IA

Come nascono le grandi scoperte scientifiche? Perché alcune idee riescono a trasformare interi campi della conoscenza mentre altre rimangono inesplorate? E quale ruolo avrà l’intelligenza artificiale nel futuro della ricerca?
Sono alcune delle domande al centro del lavoro di Dashun Wang, professore alla Northwestern University e vincitore del Premio Lagrange – Fondazione CRT 2026, il massimo riconoscimento internazionale dedicato alla scienza dei sistemi complessi e dei dati, istituito e sostenuto dalla Fondazione CRT e coordinato da ISI Foundation.

Kellogg Chair of Technology e direttore fondatore del Center for Science of Science and Innovation, Wang ha contribuito a sviluppare un nuovo approccio allo studio della ricerca scientifica, trasformando la scienza stessa in un oggetto di analisi quantitativa.
Attraverso l’analisi di milioni di pubblicazioni, brevetti, prodotti software, finanziamenti e percorsi professionali, ha contribuito a definire la cosiddetta “scienza della scienza”, una disciplina che utilizza i dati e gli strumenti della scienza della complessità per comprendere come nascono, si sviluppano e si diffondono le idee innovative.

Come nascono le grandi idee: dall’esplorazione alla scoperta

Uno dei contributi più significativi delle ricerche di Wang riguarda le cosiddette “hot streak”, i periodi particolarmente creativi e produttivi che caratterizzano le carriere di scienziati, artisti e registi.
Analizzando migliaia di percorsi professionali, il ricercatore e il suo team hanno osservato che circa il 90% degli scienziati, il 91% degli artisti e l’82% dei registi studiati hanno attraversato almeno una fase di particolare successo.Da Albert Einstein a Vincent van Gogh, fino al regista Peter Jackson, emerge un elemento comune: le fasi di maggiore innovazione sono spesso precedute da periodi di esplorazione di idee, tecniche e linguaggi differenti, seguiti da una progressiva concentrazione su una direzione promettente.

Le ricerche di Wang hanno inoltre evidenziato l’importanza della dimensione dei gruppi di lavoro. Analizzando oltre 65 milioni di articoli, brevetti e prodotti software, lo studioso ha osservato che i piccoli gruppi tendono a generare più frequentemente idee dirompenti, mentre quelli più grandi risultano particolarmente efficaci nello sviluppare, perfezionare e diffondere innovazioni già esistenti.
Due modalità complementari, entrambe fondamentali per il progresso scientifico, che richiamano l’importanza di sistemi di ricerca e finanziamento capaci di valorizzare sia le grandi collaborazioni sia le iniziative più sperimentali.

Intelligenza Artificiale: nuove opportunità e rischio di conformismo

Tra i temi più attuali affrontati dal vincitore del Premio Lagrange 2026 figura l’impatto dell’intelligenza artificiale sui processi di ricerca e sui meccanismi di finanziamento della scienza.

Un recente studio pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) ha analizzato le proposte di finanziamento presentate tra il 2021 e il 2025 da due importanti università statunitensi ai National Institutes of Health (NIH) e alla National Science Foundation (NSF).
La ricerca ha evidenziato che, nel caso dei NIH, le proposte con segnali più evidenti di utilizzo dell’IA presentavano una probabilità di ottenere finanziamenti superiore di circa quattro punti percentuali rispetto alle altre. Una differenza significativa che non è invece emersa nelle domande presentate alla NSF.
Allo stesso tempo, le proposte maggiormente associate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale tendevano a somigliare di più a progetti già finanziati, sollevando interrogativi sul rischio di una ricerca scientifica sempre più orientata verso idee consolidate, a discapito di approcci originali e potenzialmente rivoluzionari.

Secondo Wang, la sfida non consiste nel limitare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma nel costruire sistemi di valutazione e finanziamento capaci di incoraggiare l’esplorazione, l’originalità e la sperimentazione.
Lo scienziato immagina un futuro in cui le grandi scoperte nasceranno sempre più spesso dalla collaborazione tra esseri umani e macchine. Se l’IA potrà analizzare quantità straordinarie di informazioni e individuare connessioni difficilmente riconoscibili, il contributo umano continuerà a essere determinante nella capacità di formulare nuove domande e individuare direzioni inesplorate.

“Il progresso scientifico nasce dalla capacità di trovare risposte e dal coraggio di porre domande nuove”, ha dichiarato Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT. “Oggi l’intelligenza artificiale apre possibilità straordinarie per la ricerca: la sfida è farne uno strumento capace di ampliare gli orizzonti della conoscenza, senza sottovalutare i rischi che il suo utilizzo comporta, preservando l’originalità delle idee e la libertà di esplorare strade ancora poco battute.” La Presidente ha sottolineato inoltre come gli studi di Dashun Wang richiamino l’importanza di sostenere anche le idee più innovative e rischiose, investendo nelle competenze, favorendo l’incontro tra discipline e offrendo opportunità di sperimentazione.