La Fondazione CRT. 35 anni al servizio della collettività e del territorio

Acquisita la sede storica di via XX Settembre. Presentato il volume che racconta 35 anni di impegno della Fondazione CRT per il territorio. Dal 17 ottobre riprendono le visite.

 Nell’anno del suo 35° anniversario, la Fondazione CRT annuncia l’acquisizione di Palazzo Perrone di San Martino, la propria sede di via XX Settembre 31 a Torino. Il Palazzo entra così nel patrimonio della Fondazione, che intende valorizzarne la storia e renderlo sempre più accessibile alla città.

L’immobile è stato acquisito a valore di mercato dal fondo CORE NordOvest, gestito da REAM, società interamente partecipata dalle fondazioni di origine bancaria piemontesi e da enti previdenziali. L’operazione consente di riportare nel patrimonio della Fondazione un luogo legato alla storia della Cassa di Risparmio di Torino e, dal 1991, a quella della Fondazione stessa. Una scelta che esprime la volontà della Fondazione di promuovere un percorso identitario attraverso l’acquisizione della propria sede storica. Un passo reso possibile grazie alla solidità patrimoniale della Fondazione, che consente di realizzare questo investimento senza incidere sulle risorse destinate ai progetti per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

“Palazzo Perrone è la casa della nostra storia e della storia di Torino – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT –. In queste sale si sono intrecciate, nel corso dei secoli, la vita delle istituzioni, la cultura e lo sviluppo economico della città. Sede della Cassa di Risparmio di Torino dal 1885 e successivamente della Banca CRT, il Palazzo ospita dal 1991 la Fondazione e mantiene tuttora il legame con l’attività bancaria attraverso la presenza dell’agenzia UniCredit. Con questa acquisizione ci assumiamo la responsabilità di custodirne il valore e, soprattutto, di condividerlo. Vogliamo che sia sempre più conosciuto, visitato e vissuto: un luogo in cui scoprire la nostra storia e incontrare ciò che la Fondazione realizza oggi per il territorio. Il volume sui 35 anni della Fondazione accompagna questo passaggio: racconta le scelte, le persone e le alleanze che hanno trasformato un patrimonio in progetti e possibilità di crescita per le comunità, rendendo accessibile una memoria condivisa, fatta di conoscenze e relazioni. È lo stesso spirito con cui abbiamo restituito le OGR Torino ai cittadini: prenderci cura di un bene comune e aprirlo a nuove opportunità di partecipazione, cultura e crescita, custodendo l’eredità del passato e mettendola al servizio del futuro”.

Costruito alla fine del Seicento e profondamente legato alla storia di Torino, Palazzo Perrone di San Martino attraversa oltre tre secoli di vita cittadina. Edificato dalla famiglia Galliziano, passò nel 1707 ai Perrone di San Martino, antica casata eporediese. Durante la Guerra di Successione spagnola ospitò rappresentanti diplomatici francesi e fu successivamente adibito a ospedale militare. A metà Settecento venne trasformato, su progetto dell’architetto Giovanni Battista Borra, in una delle dimore più eleganti della città, tanto da essere definito nelle guide dell’epoca una «superba architettura del Borra». Nell’Ottocento accolse l’Ambasciata di Francia presso la corte sabauda e fu dimora della poetessa Diodata Saluzzo-Roero. Acquistato nel 1883 dalla Cassa di Risparmio di Torino per 740.000 lire, dopo essere stato individuato come l’edificio più adatto «per solidità, per capacità e per convenienza», divenne uno dei luoghi simbolo della storia economica cittadina. La configurazione attuale, estesa su 26.000 metri quadrati, è il risultato della ricostruzione avviata nel 1929 dall’architetto Giovanni Chevalley e inaugurata il 17 ottobre 1933, che ha conservato e valorizzato elementi artistici della dimora originaria, tra cui gli affreschi di Michele Antonio Milocco nello Scalone d’Onore, le decorazioni di Gaetano Bernardino Ottani e la grande vetrata Déco del salone bancario. Dal 1991 Palazzo Perrone ospita la Fondazione CRT, di cui è il centro delle attività istituzionali e filantropiche a favore del Piemonte e della Valle d’Aosta.

L’annuncio dell’acquisto è stato dato durante la presentazione del volume La Fondazione CRT. 35 anni al servizio della Collettività e del Territorio. Curata da Giuseppe Tardivo, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione CRT, la pubblicazione raccoglie contributi di esponenti del mondo accademico, istituzionale, economico e sociale e ripercorre i primi 35 anni di attività della Fondazione. Il volume prosegue il racconto avviato in occasione del ventesimo anniversario, offrendo una riflessione sul presente e sulle prospettive future della Fondazione e della filantropia istituzionale. Attraverso saggi e interviste, l’opera approfondisce l’evoluzione delle fondazioni di origine bancaria e il percorso di Fondazione CRT da molteplici prospettive: economica, giuridica, finanziaria, fiscale, sociale e culturale. Ampio spazio è dedicato alle scelte patrimoniali e alle strategie erogative che hanno accompagnato la crescita dell’ente, così come ai principali ambiti di intervento: cultura e patrimonio, università e ricerca, istruzione e innovazione, welfare e terzo settore, sviluppo economico e sostenibilità. La seconda parte del volume raccoglie il punto di vista di esponenti delle istituzioni territoriali, delle realtà legate alla Fondazione e di interlocutori internazionali, offrendo una lettura corale del ruolo svolto dalla Fondazione nello sviluppo del territorio e nella costruzione di reti e collaborazioni.

All’incontro, aperto dal Segretario Generale Patrizia Polliotto e dai saluti istituzionali del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo (in videocollegamento) e del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la Presidente Anna Maria Poggi ha ripercorso i 35 anni di storia della Fondazione in dialogo con Antonio Di Rosa, Direttore de La Stampa. A seguire, la tavola rotonda “Le Fondazioni di origine bancaria tra contesto istituzionale e servizi alla collettività e ai territori” ha visto confrontarsi la Presidente Poggi, il Presidente dell’Acri Giovanni Azzone e il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli, con la moderazione di Filomena Greco. Le conclusioni sono state affidate a Giuseppe Tardivo.

Dal 17 ottobre riprendono le visite a Palazzo Perrone, un’occasione per scoprire più da vicino la storia e gli ambienti della sede della Fondazione, insieme ad alcune prestigiose opere della collezione Arte CRT, nell’ambito del progetto espositivo Museo Immaginario. Curato da Clemente Miccichè e ispirato al Musée Imaginaire di André Malraux, il progetto mette in dialogo artisti di epoche e linguaggi diversi con la storia barocca del Palazzo, creando suggestive connessioni tra passato e presente.