Sabato 7 ottobre apre al pubblico Palazzo Perrone

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Lo storico Palazzo Perrone di via XX Settembre angolo via Alfieri, sede dell’Ambasciata di Francia presso la corte sabauda fino all’Unità d’Italia e oggi della Fondazione CRT, aprirà al pubblico sabato 7 ottobre, dalle ore 10 alle 19, in occasione dell'iniziativa nazionale "Invito a Palazzo" promossa dall’ABI. Storici dell'arte guideranno i visitatori nella scoperta del palazzo nobiliare. L’ingresso gratuito è da via Alfieri 7 e le visite guidate sono senza prenotazione.

Sarà così possibile ammirare i marmi, le decorazioni e gli affreschi della struttura settecentesca, il Salone d'Onore, lo scalone con opere raffiguranti gli dei dell'Olimpo, la balconata con vista sui simboli della città e della laboriosità bancaria. Il palazzo ospita dal 1991 gli uffici della Fondazione CRT, ente non profit le cui finalità sono la crescita e lo sviluppo economico, sociale e culturale del Piemonte e della Valle d’Aosta.

"Invito a Palazzo” coinvolge 102 palazzi e sedi storiche in 52 città italiane, con il coordinamento dell'ABI - Associazione Bancaria Italiana, la collaborazione di ACRI e il patrocinio del MIBACT, sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

 

La storia di Palazzo Perrone

Il palazzo che oggi ospita la Fondazione CRT sorse nel 1757 per volere di Gioachino Bonaventura Argentero, marchese dal 1722 del feudo di Bersezio nel cuneese. Alla fine del Settecento la residenza passò in proprietà dei Perrone di San Martino, nobile famiglia eporediese. Realizzato su progetto dall'architetto Borra, era uno dei più aggiornati ed eleganti palazzi torinesi, citato nelle guide appunto come «superba architettura del Borra» (Briolo, 1828).

Nella prima metà dell’Ottocento e fino all’Unità d’Italia, fu sede dell’ambasciata francese presso la corte sabauda. Qui abitò dal 1837 fino alla morte, nel 1840, la poetessa piemontese contessa Diodata Saluzzo-Roero. Nel 1883 il palazzo fu acquistato dalla Cassa di Risparmio di Torino. Nella sua configurazione attuale è il frutto di una totale ricostruzione decisa nel 1929, quando, per mancanza di spazi, il consiglio d’amministrazione della Cassa di Risparmio decise l’acquisto del limitrofo settecentesco Educandato, l’abbattimento di tutti gli edifici e la loro completa ricostruzione.

Il progetto fu affidato all’ingegner Giovanni Chevalley, uno degli architetti più noti dell’epoca, che seguì l’edificazione del palazzo cercando di riproporre i volumi e lo stile del precedente edificio, in chiave eclettico-barocca. Della struttura originaria, ebbe cura di salvare i marmi e le decorazioni, così come gli affreschi delle sale che furono strappati, restaurati e rimontati nei nuovi ambienti, ornati dai stucchi neo barocchi.

Il palazzo fu la sede operativa della Banca CRT fino alla metà degli anni Settanta. In seguito ne ospitò i vertici fino all’inizio degli Duemila. Della banca oggi resta la storica agenzia Unicredit al piano terreno, tuttora operativa.

Dal 1991 è sede della Fondazione CRT, ente non profit le cui finalità sono la crescita e lo sviluppo economico, sociale e culturale del Piemonte e della Valle d’Aosta.