Starts Prize for Social Good: selezionati i semifinalisti al premio europeo per progetti innovativi tra scienza, tecnologia e arte

Previous Next

STARTS Prize for Social Good è il premio lanciato dalla collaborazione tra Nesta Italia, Fondazione CRT e OGR Torino nel contesto dell’iniziativa S+T+ARTS della Commissione Europea. Il 30 giugno, in occasione dello STARTS Urban Fest, saranno annunciati i nomi dei due vincitori che si aggiudicheranno due premi da 15.000 euro ciascuno

Obiettivo del Premio - in linea con l’iniziativa S+T+ARTS della Commissione europea, che promuove la collaborazione tra scienza e arte - è valorizzare il ruolo dei creativi nei processi di sviluppo, in particolare in quei settori – dalle biotecnologie alla privacy e ai diritti digitali, dall’economia circolare alla mobilità e alla sostenibilità ambientale – di rilevanza cruciale per far fronte alle sfide sociali più urgenti.

“Sperimentare progetti di frontiera tra arte e scienza, creatività e tecnologia, per modellare il futuro post Covid nel segno della sostenibilità sociale e ambientale: è la mission ‘for social good’ che Fondazione CRT realizza alle OGR Cult e Tech, hub naturale di Starts, in linea con una delle priorità dell’Europa e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per il prossimo decennio”, dichiara Massimo Lapucci, Segretario Generale di Fondazione CRT e Direttore Generale delle OGR. 

L’open call si è conclusa il 7 aprile, con circa 150 candidature. Tra queste, 64 hanno avuto accesso alla prima fase di valutazione condotta da una giuria di professionisti di livello internazionale.

Alla seconda fase di valutazione, invece, hanno avuto accesso 14 progetti e tra questi sono stati individuati i 6 semifinalisti.

I semifinalisti

Autofabricantes

www.autofabricantes.org

Autofabricantes è nato come progetto di ricerca nel contesto della open call lanciata dal Medialab Prado nel biennio 2015-2017. Il progetto si è occupato dello studio e sviluppo di protesi mioelettriche e mani meccaniche per i bambini. La ricerca è partita a Siviglia, con il progetto ‘Exando una Mano’, che ha evidenziato una serie di temi legati a autonomia, diversità e autogestione delle risorse da un punto di vista personale, ma sviluppando soluzioni all’interno di una comunità per tornare da beneficiari per qualsiasi particolare necessità.

Dopo il periodo di mediazione / ricerca nel centro pubblico di Madrid, il progetto continua il suo sviluppo come gruppo di lavoro e progetto di ricerca all’interno del Prototipalab del Medialab Prado, insieme al supporto e alla collaborazione di diverse fondazioni del terzo settore e del settore culturale. È anche connesso ad altre comunità di sviluppo a livello nazionale e internazionale. 

Dal 2017 Autofabricantes viene supportato dalla Fondazione Daniel e Nina Carasso all’interno del Laboratorio Corpo, Salute e Autonomia. Autofabricantes ha una vasta rete di lavoro, supporto e riferimento in continua crescita. Per due anni una comunità stabile di ricerca, sviluppo e progettazione di assistenza tecnica personale è stata sviluppata al di là delle protesi mioelettriche per le mani dei bambini con cui è stato avviato. 

Protesi di diversi tipi sono state progettate e realizzate utilizzando coinvolgendo 30 tra ragazze e ragazzi e altre linee di ricerca sono in fase di sviluppo, come una posizione eretta, uno strumento musicale adattato per i bambini con paralisi cerebrale, studi del comportamento di materiali di stampa 3D, protesi complete di braccia per adulti e protesi articolate gamba. Il sistema di ricerca replica sempre una soluzione personale ad altre famiglie che partecipano alla ricerca e alla creazione dei prototipi.

Francesco Bertelé

www.francescobertele.net

Francesco Bertelé (1978) è un artista visivo che muove la sua ricerca tra esplorazione ed esperienza, creando installazioni ambientali e interattive in grado di restituire un’esperienza complessa, che va dalle tecniche classiche alle più recenti tecnologie digitali. Nel suo lavoro, la sperimentazione pratica si fonde con la teoria nella continua ricerca di un rapporto tra uomo e natura.

Attraverso un progressivo tentativo di scomporre la forma, sperimenta narrazioni transmediali analizzando gli effetti del virtuale (l’episteme digitale) sulla definizione dell’immaginario collettivo e le influenze dello stesso sulla percezione della realtà (cognitivo, affettivo e biologico). Francesco Bertelé indaga i processi politici e sociali più urgenti, ritornando con le sue poetiche opere visionarie frutto della sintesi tra dati collettivi ed esercizio personale.

Da diversi anni lavora in sinergia con una rete di professionisti, attraverso una metodologia comune di intelligenza collettiva. È direttore artistico di A2410.it, un bivacco culturale nato per esistere nelle condizioni più estreme ed è pensato in termini di sostenibilità ambientale. È il creatore della casa di produzione Carrozzeria Margot[CM].

Comp-Syn

www.comp-syn.com

Comp-syn è nato a Santa Fe quando un gruppo di pensatori creativi si sono riuniti per parlare del linguaggio del colore.

Il colore informa il pensiero astratto? Possiamo formulare domande sul colore e sul significato in una cultura di stimoli visivi? Queste sono alcune delle domande che informano la loro attività di ricerca.

I membri del gruppo Comp-syn sono situati in quasi tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Australia e l’Italia. Continuano a collaborare a livello scientifico e artistico pubblicando su riviste accademiche, creando un pacchetto software open source (compsyn) ed esponendo in gallerie d’arte.

Fino ad oggi Comp-syn ha due pubblicazioni: Douglas Guilbeault, Ethan O Nadler, Mark Chu, Donald Ruggiero Lo Sardo, Aabir Abubaker Kar, and Bhar-gav Srinivasa Desikan. 2020. “Color associations in abstract semantic domains”. Cognition. Bhargav Srinivasa Desikan, Tasker Hull, Ethan O. Nadler, Douglas Guilbeault, Aabir Abubaker Kar, Mark Chu, and Donald Ruggiero Lo Sardoi. 2020. “comp-syn: Perceptually Grounded Word Embeddings with Color”. COLING.

Le opere prodotte da Comp-syn sono collocate in alcune prestigiose gallerie, compresa quella della Stanford University in qualità di vincitori del concorso “Art of Science” con l’opera “Changing Views in Data Science over 50 Years.”

Nomad Garden et al.

www.lucesdebarrio.com

Curatori di Luces de Barrio, Nomad Garden è un collettivo che emerge con il desiderio di sviluppare progetti e strumenti volti a valorizzare i giardini come spazi di convivenza. Una pratica che vede i paesaggi urbani come sistemi emergenti con la capacità di riadattarsi in base alle relazioni dei propri elementi.

Curato da Nomad Garden, prodotto da El Mandaito, con la comunicazione transmediale a cura di Surnames, “Jardines en el aire” è promosso da Instituto de Cultura y las Artes del Ayuntamiento de Sevilla and Ecosistema 41 con il supporto di Fundación Banco Sabadell e la collaborazione di Cátedra EMVISESA (Universidad de Sevilla). Il progetto ha coinvolto i seguenti creativi: Collateral Studio, Antropoloops, SEOBirdlife and Amigos del Parque Amate, Vibra-tó, Estudio Pätē, Desirée Martín and Proyecto eLe, Javi Vila and Juanma Carmona, AEDI, Iván Vega, Pablo Pujol, WWB, Fablab Sevilla, Juan Galán and David Solís, Thibault Pradet and the special collaboration of the renowned Parisian perfumer Barnabé Fillion.

Le loro opere sono state premiate con l’Europan Round-up per giovani architetti europei 2009, 1º Premio COAS nella categoria di progettazione di spazi aperti e architettura del paesaggio (2011-2015), 1º Premio Nazionale Juan Julio (2015) dell’Associazione Spagnola di Parchi e Giardini Pubblici, il Premio per altri formati della XIV Biennale di Architettura e Urbanistica della Spagna (2016-17), la selezione come una delle 25 pratiche più rilevanti nel campo dell’architettura e dell’urbanistica nel 2017 secondo il festival Arquia Próxima, il Premio per l’Innovazione Sociale in Cultura, Intrattenimento e Turismo 2020 del Congresso I Magellan-Elcano per Jardín Cosmopolita (Luces de Barrio 2018), la selezione per la Biennale Internazionale di Architettura di Venezia 2020 (posticipata al 2021) o il premio COAS per per il miglior Interior Design e Architettura Effimera del 2018 per Jardín Cosmopolita.

Jessica Smarsch

www.jessicasmarsch.com

Jessica Smarsch è una designer riconosciuta a livello internazionale che collabora cross-sector per portare bellezza, creatività e maggiore user experience alle innovazioni tecnologiche, scientifiche e industriali.

In 20 anni di carriera professionale ha percorso un ricco percorso di design alla gestione di progetti per il lavoro multi-sfaccettato di imprenditorialità. Jessica è appassionata di design innovativo che migliora il benessere, la qualità della vita, l’esperienza degli utenti, la connessione alla comunità e la circolarità. È motivata dai risultati unici che le collaborazioni inattese producono.

Dopo essersi diplomata alla Rhode Island School of Design nel 2001 e aver lavorato per 10 anni a New York, si è trasferita nei Paesi Bassi nel 2012 per seguire un Master alla Design Academy di Eindhoven. Lei ha lavorato tra design e tecnologia per creare progetti che integrano il corpo umano con sistemi interattivi, generando feedback creativi.

Vanessa Vozzo

www.vanessav.net

Vanessa Vozzo lavora nell’arte dal 1990. Specializzata in media art dal 2005 in particolare nel campo dell’arte e della scienza/ arte ibrida e documentario interattivo/ aperto.

È docente di design multimediale presso l’Accademia d’Arte Albertina di Torino (IT), docente di design narrativo per documentari interattivi e VR presso la Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” di Milano (IT) dove insegna anche regia multimediale. È professore associato di arte interattiva e cinema immersivo al Politecnico di Torino (IT). Dal 2007 dirige progetti di media art presso l’Università di Torino (IT).

Ha fondato la piattaforma collaborativa di new media art Officine Sintetiche e sta facendo una tesi di laurea in Arte, Scienza e Documentario Interattivo presso l’Interface Culture Master Program (Ars Electronica) a Linz (AT).

Nel 2020, insieme al Canadian National Film Board (Eloi Champagne) Vanessa ha curato il progetto narrativo del (X)R immersivo laboratorio di storie interattive, una raccolta di opere XR prodotte attraverso il Politecnico di Torino.
Ha vinto una borsa di studio per ricercatori/insegnanti a Londra dall’UE (Grundtvig) presso il Brunel University-DAP LAB Center for Contemporary and Digital Performance. È curatrice della sezione VR del Sottodiciotto Film Festival di Torino (Italia).

È interessata alle aree ibride di transizione tra arte e scienza, realtà e virtualità, finzione e saggistica, semplicità e complessità, solitudine e comunità, individuo e natura, arte e vita. Le piace esplorare il potenziale delle tecnologie e delle tecniche emergenti che possono essere utilizzate per creare esperienze legate a storie sociali e questioni politiche.
L’immaterialità dell’interfaccia, la logica interattiva e l’estetica dell’immersività sono i suoi strumenti preferiti per sviluppare progetti che coinvolgono persone e comunità.

Per scoprire i vincitori, partecipate allo STARST Urban Fest

Se volete sapere di più sui progetti presentati dai sei semifinalisti e scoprire chi saranno, tra loro, ad aggiudicarsi i due premi di 15.000 euro, partecipate allo STARTS Urban Fest. L’evento sarà disponibile in live streaming il 29 e 30 giugno, iscrivetevi qui.