Una nuova meteorite in Molise? La Rete Prisma studia l'enigma

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Un frammento di meteorite di circa un chilogrammo potrebbe essere caduto il 15 marzo sera in Molise, vicino a Isernia, secondo i calcoli dei ricercatori della Rete Prisma, progetto coordinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e sostenuto da Fondazione CRT, dopo aver analizzato la traiettoria del “bolide” che ha attraversato in serata i cieli dell’Italia centromeridionale, entrando in atmosfera a una quota di circa 80 km con una traiettoria quasi verticale. 

I “bolidi” sono corpi celesti di piccole dimensioni originati da stelle o comete, che penetrano in atmosfera ad altissima velocità, componendo una striscia luminosa visibile in cielo della della durata di alcuni secondi. Il recupero di questi corpi celesti è estremamente importante per gli scienziati che studiano l’origine del Sistema Solare perché sono materiali sostanzialmente primordiali, quasi per nulla alterati sin dalla formazione del nostro sistema planetario circa 4,5 miliardi di anni fa. Prevedere, con la maggiore precisione possibile, l’area di caduta al suolo dei bolidi, è di fondamentale importanza per poterli rinvenire nel più breve tempo possibile disponendo di preziosi corpi “puri”, non ancora contaminati dal suolo e dall’atmosfera terrestre.

Proprio con questa finalità è nato il Progetto PRISMA (Prima Rete per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera), sostenuto da diversi enti tra cui la Fondazione CRT, che si basa su una rete di videocamere all-sky, installate in diverse località del territorio italiano, da dedicare all’osservazione di meteore brillanti – i cosiddetti “bolidi” – con il fine di determinare le orbite degli oggetti che le provocano e delimitare con un buon grado di approssimazione le aree dell’eventuale caduta di meteoriti. Attualmente sono 40 le telecamere della rete ma l'obiettivo è quello di creare una rete di stazioni osservative, con maglie che non superino i 100 km di ampiezza, che si estenda su tutta l’Italia e che coinvolga soggetti pubblici e privati impegnati nella ricerca scientifica, nella divulgazione della scienza, nell’insegnamento.

Grazie alla rete PRISMA è stata rinvenuta all’inizio di gennaio 2020 la celebre meteorite di “Cavezzo”, caduta la notte di Capodanno. Nei mesi scorsi sono stati pubblicati, in un articolo sulla prestigiosa rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, i primi risultati sull’analisi dei frammenti, che hanno consentito di ricostruire con grande precisione gli ultimi secondi del lunghissimo viaggio interplanetario di quella meteorite, dal suo ingresso nell’atmosfera terrestre fino all’impatto al suolo.