“La foresta in punta di piedi”: percorso sensoriale alla Mandria

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Il percorso sensoriale e di barefooting NAT.SENS “La foresta in punta di piedi”, realizzato nel Parco La Mandria nell’ambito del programma Interreg V-A Francia Italia Alcotra, va oltre lo spazio attrezzato che circonda Cascina Brero, e per spingere tutti a vivere un’esperienza di forte connessione con la terra e la natura, si estende lungo il sentiero a libero accesso che, attraversando un bosco, collega le cascine Brero e Rampa.  Qui, dove ci si immerge nella magia di un ambiente da favola, si sviluppa una successione di 6 stazioni sensoriali allestite grazie al sostegno della Fondazione CRT.

Si incontra “L’albero nel mirino”,  che invita a posare lo sguardo su alberi diversi per comprendere il complesso equilibrio a cui il bosco tende: le specie cosiddette pioniere (tipicamente pioppi e betulle),  in grado di colonizzare aree prive di vegetazione, sono oramai in regresso e già si vedono le specie successive: frassini e carpini, mentre le querce costituiranno lo stadio finale.

In “Cercasi Arianna disperatamente” ci si può perdere tra possenti tronchi… leggere i messaggi di chi si è perduto in precedenza e lasciare il proprio “segno”.

Con “Il Codice a barre della Natura” si possono osservare da vicino gli anelli di accrescimento di alcuni alberi, comprendendone i significati molteplici.

La “Panchina vista cielo” è un’installazione contemplativa… per fermarsi, ispirarsi e riflettere sentendosi un po’ parte del creato.

A queste postazioni innovative, si aggiungono un osservatorio per scorgere gli scoiattoli (quelli rossi ancora molto diffusi nel Parco) e vari tipi di uccelli, e bacheche per affinare il riconoscimento delle orme degli animali selvatici.

Questa iniziativa, preme sottolinearlo, si offre al pubblico in un periodo molto speciale, che ha visto una crescente frequentazione del Parco (circa 400.000 tra maggio e agosto!). Hanno giocato su questo molti fattori: la chiusura o limitazione di attività in locali chiusi, l’aumento di tempo libero degli smart workers e, non ultima, la voglia di godersi spazi ampi e naturali dopo i tempi del lock down.

La riapertura del Parco, avvenuta appena la legge nazionale lo ha consentito, il 4 maggio scorso, dopo 2 mesi di forzata chiusura dovuta all’emergenza Covid-19, è stata agevolata da un altro specifico finanziamento della Fondazione CRT che ha permesso di coprire le spese eccezionali per sanificazione di luoghi pubblici, per i rimborsi dovuti alle associazioni (Croce rossa di Fiano e di Druento) che garantivano i presìdi di prevenzione dei contagi e per l’acquisto di vari materiali funzionali alla ripresa dell’attività.

L’Ente esprime il proprio ringraziamento per i contributi ricevuti, garantendo il massimo impegno nel proseguire nella consolidata missione di avvicinare le persone… alla natura, come tra loro, pur mantenendo le dovute distanze fisiche, possibili tra le distese del Parco cintato più grande d’Europa.