Al via il cantiere "Quadrato"

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È stata presentata l’eccezionale area archeologica, riportata in luce nel centro storico di Torino e sita all’interno nel cortile di Quadrato in Via delle Orfane 20, edificio riqualificato dal Gruppo Building. 

Il restauro è a cura del Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino. I complessi interventi conservativi sono condotti con il sostegno della Fondazione CRT e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Segretariato regionale per il Piemonte, nell’ambito della programmazione triennale 2018-2020. 

Il ritrovamento del sito archeologico, con decorazioni a mosaico raffiguranti in particolare la figura mitologica del cacciatore Atteone, è avvenuto nell’autunno del 2017 durante i lavori di riqualificazione che hanno permesso di restituire alla città una nuova pagina della storia dell’archeologia di epoca romana imperiale. 

La particolarità del contesto, esteso su una superficie di circa 125 metri quadrati, e le problematiche conservative presenti hanno fatto dell’area archeologica un caso di studio efficace anche per le finalità didattiche e formative promosse dal Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Torino, in convenzione con il Centro di Venaria.

Per circa un mese, dall’inizio di luglio, al lavoro dei professionisti si è quindi affiancato un cantiere didattico che ha visto il coinvolgimento di cinque studentesse del settore PFP1 (Restauro dei manufatti lapidei e derivati, superfici decorate dell’architettura), seguite dal docente responsabile incaricato, con la supervisione del Direttore dei Laboratori del Centro. La conclusione dei lavori del sito archeologico è prevista per la primavera 2021. 

L’apertura al cantiere sarà accompagnata da visite guidate a cura di Arcana Domus, il cui personale specializzato racconterà le fasi salienti dello scavo archeologico e del recupero architettonico alla scoperta di una parte inedita della città. 

“Il cantiere di conservazione di via delle Orfane ha rappresentato una importante occasione di collaborazione interdisciplinare tra professionisti di diversi enti e realtà del territorio e di crescita delle competenze di studenti del Corso di Laurea in conservazione e restauro dei Beni culturali dell’Università” – dichiara Michela Cardinali, Direttore dei Laboratori di Restauro del CCR - Lo sviluppo di continue occasioni in cui  promuovere contestualmente lo scambio professionale e la crescita delle competenze è uno dei punti di forza e dei principali obiettivi su cui si basa la linea di sviluppo del CCR”. 

“La grande importanza di questo cantiere di restauro - dichiara Stefano Trucco, Presidente del CCR - consiste nel restituire un’area archeologica alla Città, come luogo in rete con gli altri siti recentemente resi visitabili al pubblico in siti urbani e di richiamo di Torino, quale, ad esempio, lo scavo archeologico visitabile all’interno della Nuvola Lavazza e il sito rinvenuto nell'area adiacente al Duomo di Torino.” “Il dovere di chi come noi restaura il patrimonio urbanistico è anche quello di conservare le tracce del passato e di aprirle alla città e al pubblico per trasmetterne la conoscenza. Lavorando nella Torino romana abbiamo avuto la fortuna di scoprire un grande tesoro di archeologia che, grazie al Centro Conservazione e Restauro e alla Soprintendenza, possiamo aprire al pubblico in quest’occasione” - dichiara Piero Boffa, Presidente del Gruppo Building. 

Fondazione CRT ha destinato 36.000 euro al cantiere di restauro per riportare alla luce la “bellezza nascosta” della domus di età romana. Il contributo rientra nell’ambito del bando “Restauri Cantieri Diffusi”, che favorisce la rinascita beni storici, artistici e architettonici e concorre concretamente alla ripartenza di attività economiche ad alto impatto occupazionale, fondamentali per preservare il tessuto economico-sociale del territorio. Fino ad oggi 2.600 beni sono stati restaurati con il progetto “Restauri Cantieri Diffusi” della Fondazione CRT, che ha stanziato complessivamente 42,8 milioni di euro.

L’intervento di restauro: Le murature, conservate per una quota massima di circa 1 metro e con tracce di intonaco originale rosso e ocra, sono state oggetto di operazioni di consolidamento, pulitura, stuccatura e parziale ricostruzione ed integrazione. Le pavimentazioni romane in opus signinum, cornici a mosaico e un emblema decorato sono state sottoposte a delicati interventi, che hanno previsto una prima fase di pulitura superficiale, atta ad asportare il materiale biologico che le ricopriva ed il consistente deposito di terriccio concrezionato presente. Contestualmente le tessere e le scaglie lapidee distaccate o semimobili, sono state fissate nella loro sede originaria. Le diffuse incrostazioni ocra e rosse che interessavano in particolare l’emblema con al centro la figura di Atteone, composto da tessere bianche, nere e ocra, sono state in parte rimosse o alleggerite e in parte mantenute per ragioni conservative. Nel corso dell’intervento di pulitura delle pavimentazioni sono stati rinvenuti nuovi reperti, presumibilmente di epoca longobarda, appartenenti ad una probabile sepoltura: ossa umane, in corso di studio, e un pettine in materiale organico.