Sabato 5 ottobre apre al pubblico Palazzo Perrone

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Lo storico Palazzo Perrone di via XX Settembre angolo via Alfieri, sede della Fondazione CRT e fino all’Unità d’Italia dell’Ambasciata di Francia presso la corte sabauda, aprirà al pubblico sabato 5 ottobre, dalle ore 10 alle 19, in occasione dell'iniziativa nazionale "Invito a Palazzo" promossa dall’ABI. L’ingresso gratuito è da via Alfieri 7. 

 Sarà così possibile ammirare i marmi, le decorazioni e gli affreschi della struttura settecentesca, il Salone d'Onore, lo scalone con opere raffiguranti gli dei dell'Olimpo, la balconata con vista sui simboli della città e della laboriosità bancaria. Il palazzo ospita dal 1991 gli uffici della Fondazione CRT, ente non profit le cui finalità sono la crescita e lo sviluppo economico, sociale e culturale del Piemonte e della Valle d’Aosta.

"Invito a Palazzo” è realizzato con il coordinamento dell'ABI - Associazione Bancaria Italiana, la collaborazione di ACRI e il patrocinio del MIBACT, sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Per prenotare, indicando la fascia oraria di preferenza (10.00-12.00; 12.00-14.00; 14.00- 16.00; dopo le 16.00), inviare una mail a: eventiculturali@unicredit.eu entro le ore 12.00 di venerdì 4 ottobre.

LA STORIA DI PALAZZO PERRONE

Il palazzo che oggi ospita la Fondazione CRT sorse nel 1757 per volere di Gioachino Bonaventura Argentero, marchese dal 1722 del feudo di Bersezio nel cuneese. Alla fine del Settecento la residenza passò in proprietà dei Perrone di San Martino, nobile famiglia eporediese. Realizzato su progetto dall'architetto Borra, era uno dei più aggiornati ed eleganti palazzi torinesi, citato nelle guide appunto come «superba architettura del Borra» (Briolo, 1828).

Nella prima metà dell’Ottocento e fino all’Unità d’Italia, fu sede dell’ambasciata francese presso la corte sabauda. Qui abitò dal 1837 fino alla morte, nel 1840, la poetessa piemontese contessa Diodata Saluzzo-Roero. Nel 1883 fu acquistato dalla Cassa di Risparmio di Torino. Il palazzo nella sua configurazione attuale è il frutto di una totale ricostruzione che fu decisa nel 1929, quando, per mancanza di spazi, il consiglio d’amministrazione della Cassa di Risparmio decise l’acquisto del limitrofo settecentesco Educandato, l’abbattimento di tutti gli edifici e la loro completa ricostruzione.

Il progetto fu affidato all’ingegner Giovanni Chevalley, uno degli architetti più noti dell’epoca, che seguì l’edificazione del palazzo cercando di riproporre i volumi e lo stile del precedente edificio, in chiave eclettico-barocca. Della struttura originaria, ebbe cura di salvare i marmi e le decorazioni, così come gli affreschi delle sale che furono strappati, restaurati e rimontati nei nuovi ambienti, decorati da stucchi neo barocchi.

Il palazzo fu la sede operativa della Banca CRT fino alla metà degli anni Settanta. In seguito ne ospitò i vertici fino all’inizio degli anni Duemila. Della banca oggi resta la storica agenzia al piano terreno, tuttora operativa.

Dal 1991 è sede della Fondazione CRT, ente non profit le cui finalità sono la crescita e lo sviluppo economico, sociale e culturale del Piemonte e della Valle d’Aosta.