Presentazione volume "La forza della società"

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Martedì 11 dicembre alle ore 18,  presso il Circolo dei Lettori, in via Bogino 9 a Torino, si terrà l’evento “In un mondo che cambia c’è ancora voglia di stare insieme”. Il filosofo Maurizio Ferraris (vice Rettore dell’Università degli Studi di Torino e docente di Filosofia teoretica presso il dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione del medesimo Ateneo) e Loredana Sciolla (Docente di Sociologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino) presenteranno il libro “La forza della società – Comunità intermedie e organizzazione politica”, alla presenza degli autori Giovanni Quaglia e Michele Rosboch. La serata sarà moderata dalla Direttrice del Circolo dei Lettori Maurizia Rebola.

Il volume è una riflessione sulla crisi dei corpi intermedi e sull’attività delle Fondazioni, quali nuove articolazioni del tessuto sociale, promotrici della crescita del territorio, capaci di promuovere investimenti sociali sempre più orientati all’inclusione per un nuovo welfare di comunità. Si sente dire spesso che c’è la crisi dei corpi intermedi. Ed è vero, ma non per questo dobbiamo dire che non servono. Le Fondazioni di origine bancaria hanno dimostrato, e continuano a farlo, di poter essere nuovi attori del tessuto sociale e di rispondere a quella missione che è certamente filantropica, ma è anche – e soprattutto – porsi come corpi intermedi tra la politica e le organizzazioni non profit. 

Comuni, associazioni, scuole, fondazioni, cooperative, aziende stanno costruendo un nuovo sistema di welfare che coinvolge le persone attorno al concetto di Comunità. La comunità sai che esiste, sai dove si trova, è quella che ti rappresenta e che ti fa sentire parte di un contesto, di sentirti valorizzato. La crisi dei corpi intermedi si contrasta con la ricerca di nuovi modelli, di un nuovo schema da applicare, non con la soppressione; ed è compito della politica favorire questo passaggio, accompagnandolo, sostenendolo, valorizzandolo.

In particolare il testo analizza come il contributo specifico che le Fondazioni sono oggi chiamate a offrire debba porsi in via crescente nella direzione di rafforzare la loro funzione di valenza collettiva tra Stato e comunità, capace di generare utilità sotto forma di investimenti sociali, soluzioni per l’inclusione e l’innovazione. Una funzione visibile, ad esempio, nel mobilitare “capitale paziente” per incentivare la sostenibilità piuttosto che la redditività a breve dei progetti, e nel reggere finanziariamente i rischi dell’innovazione promuovendo iniziative a impatto sociale e ambientale positivo.

L'ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.