Tre voci per l’arte accessibile: Catterina Seia, Enrico Dolza e Anna Pironti
L’arte accessibile alle persone con disabilità: una chiacchierata con Catterina Seia (UniCredit Group) Enrico Dolza (Istituto dei Sordi di Torino) e Anna Pironti (Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea), ideatori del primo corso di formazione di Lingua dei Segni per l’accessibilità dell’arte contemporanea alle persone sorde.
Qual è stato l’input che ha fatto nascere la collaborazione tra Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, UniCredit Group e l’Istituto dei Sordi di Torino per dare vita al primo progetto per l’accessibilità dell’arte contemporanea?
Catterina Seia, UniCredit & Art Project Manager:
L’idea nasce da un’osservazione nel contesto internazionale: in occasione di Documenta Kassel 2007 ho riscontrato la presenza di un folto pubblico di visitatori con deficit uditivi. Immediata la domanda: nel nostro Paese favoriamo l’accessibilità alla cultura per queste persone? Dall’analisi effettuata, è emersa una lacuna che si esprimeva nella mancanza stessa della terminologia riferita all’arte contemporanea nella Lingua Italiana dei Segni.
Abbiamo quindi attivato una sinergia fra l’Istituto dei Sordi di Torino e il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, già nostro partner in progetti di formazione attraverso l’esperienza dell’arte. In breve tempo si è avviato un progetto di ricerca, che dopo due anni di lavoro interdisciplinare vede oggi la pubblicazione dei primi esiti significativi.
Questa modalità di azione, con la costruzione di piattaforme di cooperazione, connota il progetto strategico UniCredit & Art che il nostro Gruppo ha varato cinque anni nei 22 Paesi in cui opera. per promuovere le giovani risorse creative, la ricerca e l’accessibilità alla cultura ad un pubblico sempre più ampio e consapevole.
Vi è già stata una prima applicazione pratica di questo progetto ? Quali sono state le prime valutazioni dei fruitori?
Enrico Dolza, Direttore Istituto dei Sordi di Torino:
Il progetto è nato sin da subito molto legato alla realtà e alla concretezza: la prima visita ad Artissima 14 ha visto coinvolto un folto ed eterogeneo gruppo di sordi, che si è sperimentato, insieme agli interpreti che li hanno accompagnati, con le difficoltà legate al linguaggio dell’arte contemporanea, ma anche con la ricchezza dei messaggi che si potevano trasmettere. In itinere poi, grazie alla collaborazione attiva del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, si sono realizzati altri eventi proprio nella sede del Museo. E la cosa più significativa è stata che ad un certo punto dell’anno scorso un gruppo di sordi si è auto-organizzato per una visita al Castello: ecco il non-pubblico diventato pubblico!
Qual è l’obiettivo primario di tale iniziativa e quali saranno gli sviluppi futuri?
Anna Pironti, Responsabile Capo Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea: La ricerca, unica nel suo genere a livello internazionale, condivisa con l’Istituto dei Sordi di Torino e con UniCredit, insieme partners e ricercatori, è finalizzata alla realizzazione del primo Dizionario nella LIS (Lingua Italiana dei Segni) di termini relativi alla conoscenza dell’arte contemporanea. La Lingua dei Segni, essenzialmente visiva, si articola nello spazio, impegnando sia la gestualità, fortemente iconica e rappresentativa, sia l’espressione di volti, occhi, bocca. Un linguaggio articolato, complesso e altamente comunicativo particolarmente adatto a veicolare contenuti di tipo artistico. Il sordo infatti ragiona per immagini e non per parole come l’udente, vede per primo il soggetto poi ne codifica l’azione.
Inoltre il progetto coglie un’istanza normativa in linea con gli standard nazionali e gli atti d’indirizzo della Comunità Europea, riguardo all’accessibilità totale di Musei e patrimonio storico-artistico.
Parallelamente alla ricerca linguistica, abbiamo dunque condotto numerose esperienze per offrire alla popolazione sorda diverse modalità di vivere il Museo d’Arte Contemporanea, dalle visite guidate sperimentali ai weekend’arte per bambini e adulti. Inoltre il gruppo di ricerca ha organizzato visite guidate in altri contesti espositivi, come la Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea Artissima 14. In diverse occasioni è stato coinvolto un informatore sordo con funzioni di mediazione: specificamente formato sui contenuti delle esposizioni, ha accompagnato i gruppi nella modalità della peer education, con il nostro supporto. Le esperienze sono state accolte dal pubblico con stupore e curiosità. L’entusiasmo della scoperta ha creato le condizioni per un rapporto duraturo con un gruppo di persone sorde che ha iniziato a frequentare costantemente il Castello di Rivoli. In futuro intendiamo proseguire le esperienze avviate, in modo da consolidare sempre di più la relazione fra il Museo e la popolazione sorda.
Un primo traguardo significativo è già stato raggiunto: la prossima uscita della pubblicazione a cura del Dipartimento Educazione che presenta esiti della ricerca linguistica con una selezione di segni inediti ideati dal gruppo di studio, oltre a elementi concettuali e metodologici di riferimento. La pubblicazione, che sarà realizzata in lingua italiana e inglese, dato il carattere di innovazione del progetto a livello internazionale, anticipa l’uscita del primo Dizionario di arte contemporanea in Lingua Italiana dei Segni prevista per l’anno 2010.
Enrico Dolza: L’obiettivo primario è per noi stato quello di avvicinare le persone sorde a tutto un sistema di musei ed arte dal quale erano troppo spesso esclusi. Questo progetto, oltre ad essere stata una scommessa di lavoro di rete ed un’avvincente ricerca, è stato soprattutto una opportunità di crescita e di partecipazione della comunità dei sordi nella vita culturale.
In che modo e con quali strumenti l’arte può abbattere le barriere dell’emarginazione e favorire la completa inclusione delle persone con disabilità all’interno della società?
Anna Pironti: Il Dipartimento Educazione, in linea con la mission istituzionale del Castello di Rivoli, opera con la convinzione che i musei siano spazi pubblici al servizio del pubblico, di tutti i pubblici. Le proposte e i progetti realizzati dentro e fuori dal Museo sono finalizzati a democratizzare l’arte e la cultura contemporanea, erroneamente considerate elitarie. Intendiamo il Museo come agenzia educativa, luogo di inclusione sociale, spazio aperto al dialogo e al confronto, in costante relazione con il territorio dall’ambito locale a quello internazionale.
In tal senso intendiamo rendere accessibile il patrimonio culturale del Museo anche attraverso progetti sperimentali e di ricerca come quello rivolto alla popolazione sorda, insieme ad altre sperimentazioni condotte in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, a progetti territoriali come Abil-mente, con il sostegno della Regione Piemonte Direzione Beni Culturali, a iniziative in partenariato come i progetti condotti con la CPD Consulta Persone in Difficoltà di Torino.