Fondazioni europee a “scuola” di welfare culturale: a Torino il network tematico di EFC

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“Cultural Welfare: what role arts play in the health and wellbeing of citizens?” è il titolo del meetingorganizzato il 22 novembre a Torino dalla Fondazione CRT e dalla Compagnia di San Paolo, nell’ambito della due giorni di Arts and Culture Thematic Network di EFC, network che vede gli addetti alla progettazione e alla valutazione di iniziative culturali delle istituzioni filantropiche Europee, condividere best practice, scambiarsi conoscenze e dare vita a nuove forme di collaborazione su tematiche di interesse comune.

L’arte e la cultura incidono sul benessere e sulla salute della popolazione? È la domanda con cui si sono confrontati i partecipanti all’incontro, tra i quali rappresentanti dello European Cultural Foundation, de “la Caixa” Foundation, della Fondazione Bracco, nonché di altre fondazioni di origine bancaria come Fondazione CRC, di Trento e Rovereto, di Forlì e di Biella.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli esiti di recenti studi e ricerche che hanno dimostrato l’esistenza di un reale impatto delle attività culturali su tematiche sociali quali l’integrazione, l’inclusione, la salute e l’innovazione, e presentati alcuni progetti, italiani ed internazionali, che hanno come filo conduttore proprio i benefici generati dall’arte sui cittadini, in particolare quelli appartenenti alle fasce più deboli.

L’evento “Cultural Welfare: what role arts play in the health and wellbeing of citizens?” è stato ospitato in tre diverse sedi, le Officine Grandi Riparazioni (OGR), il Polo del 900 e l’Ospedale Sant’Anna di Torino e si è concluso con una cena presso famiglie straniere nell'ambito del progetto della Rete Italiana di Cultura Popolare, sostenuto da Fondazione CRT, "Indovina chi viene a cena"? dove il cibo diventa lo strumento che  consente di abbattere barriere culturali e creare convivialità. 

La giornata del 22 novembre si è chiusa con una visita ai reparti di ginecologia e neonatologia dell’Ospedale Sant’Anna di Torino, dove si è potuto constatare come nella pratica attività culturali, come la musica, la pittura, la costruzione di un opera d’arte comune, possano rendere migliore la permanenza delle degenti (e dei parenti e accompagnatori) all’interno della clinica, ma soprattutto migliorare le proprie condizioni psicofisiche, generando effetti positivi anche dal punto di vista sociale.  Ma a trarne benefici sono è anche il personale medico e infermieristico. Il progetto dell'Ospedale Sant'Anna è realizzato dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna.