Tre mesi di lavoro in Europa per 400 "Talenti Neodiplomati" della Fondazione CRT

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Provengono da 59 scuole del Piemonte e della Valle d’Aosta e hanno come destinazione l’Europa: sono i 400 studenti degli istituti tecnici, professionali e dei licei che, subito dopo la maturità, partiranno per un tirocinio di lavoro all’estero di tre mesi finanziato dalla Fondazione CRT con il progetto “Talenti Neodiplomati”.

La “mappa” delle mete dei Talenti Neodiplomati si “colora” sempre di più, arrivando a coprire 112 città (erano 88 lo scorso anno) di 27 Paesi europei (Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Repubblica d’Irlanda, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Regno Unito, Ungheria). Oltre a confermare città come Barcellona, Parigi, Berlino, Copenaghen, San Pietroburgo – e in aggiunta alle classiche mete anglofone come Londra, Dublino, Cork – il progetto della Fondazione CRT offre destinazioni inedite rispetto alle scorse edizioni, come Bruxelles, Losanna, Lisbona e Utrecht.

Alberghi, ristoranti, radio, tv private, industrie dolciarie e aziende del settore automotive, uffici turistici e amministrativi di aziende pubbliche e private, laboratori di analisi, università, associazioni che operano con bambini, anziani e persone con disabilità: gli studenti in partenza quest’estate avranno l’opportunità di vivere esperienze di tirocinio in ambiti molto differenti.

Grazie alle proposte di tirocinio presentate dalle scuole e sostenute dalla Fondazione CRT con un investimento di 1,6 milioni di euro, i 400 ragazzi in partenza quest’anno si aggiungeranno ai 3.300 “colleghi” che hanno già varcato i confini dell’Italia grazie al progetto Talenti Neodiplomati. Con questa nuova edizione, la quattordicesima, l’investimento complessivo della Fondazione CRT per Talenti Neodiplomati supera i 16 milioni di euro.

Talenti Neodiplomati è da sempre una ‘porta’ aperta sull’Europa, che ha permesso negli anni a tanti giovani piemontesi e valdostani, in particolare a quelli con maggiori difficoltà economiche, di sviluppare ‘competenze di vita’ in un contesto internazionale – dichiara il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. L’autonomia, la capacità di adattarsi, il confronto con la diversità fanno parte di un carico di esperienze utili per abbattere muri e stereotipi e diventare cittadini europei più consapevoli”.

 

 

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L’impatto di TND sulle soft skills: una generazione europea

Da un’indagine della Fondazione CRT sui beneficiari del progetto Talenti Neodiplomati 2016, il 91% di loro ha dichiarato che il tirocinio ha migliorato le capacità di interagire con gli altri; l’88% di aver affrontato situazioni con cui altrimenti difficilmente si sarebbe confrontato; l’80% di aver imparato a gestire aspetti di vita quotidiana; il 94% ha trovato l’esperienza utile per orientarsi in un Paese nuovo. Per il 92% dei ragazzi l’esperienza ha aumentato l’interesse nei confronti dei Paesi stranieri; per l’80% è stata d’aiuto per abbattere pregiudizi e stereotipi nei confronti degli stranieri: un contributo alla formazione di una generazione europea.

 

I dati sulla mobilità internazionale

La rilevazione 2016 dell'Osservatorio nazionale sull'internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca condotta da Ipsos ha messo in luce benefici e competenze acquisiti grazie ai programmi di mobilità internazionale.

L’83% dei ragazzi che hanno fatto un’esperienza all’estero non ha avuto difficoltà a trovare lavoro o a cambiarlo, il tasso di disoccupazione complessivo è al di sotto del 9%, a fronte di un dato italiano pari al 14% tra i 20 e i 54 anni; solo il 2%degli over 34 anni vive ancora con i genitori, rispetto a un dato nazionale che si attesta attorno al 12%; il 32% ottiene il massimo alla laurea rispetto al 21% della media nazionale. Ma soprattutto, chi ha trascorso un periodo di studio e di vita all’estero, a contatto con un’altra cultura, è una persona soddisfatta: il 90% si dichiara complessivamente felice, uno stacco netto rispetto alla media degli italiani che è del 67%.

 

L’esperienza all’estero continua ad essere un valore aggiunto anche per chi prosegue gli studi. Studiare oltre confine aumenta le possibilità di trovare un lavoro secondo ilrapporto 2017 del consorzio interuniversitarioAlmalaurea: in particolare, le esperienze di studio all'estero con programmi europei aumentano le chance occupazionali del 12%, i tirocini dell'8%, l’aver lavorato occasionalmente durante gli studi del 48%.

 

Gli insegnanti

Per molti insegnanti che lavorano a Talenti Neodiplomati il progetto della Fondazione CRT è stato il trampolino di lancio verso la progettazione internazionale. Una delle professoresse “veterane” di Talenti Neodiplomati, che ha mosso i primi passi da progettista proprio grazie al progetto della Fondazione CRT, è stata individuata dal Ministero dell’Istruzione e da INDIRE (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa) per rappresentare l’Italia a una tavola rotonda internazionale di docenti esperti di progettazione provenienti da 11 Paesi europei (Italia, Svezia, Finlandia, Germania, Croazia, Islanda, Irlanda, Estonia, Lettonia, Austria e Polonia).

“Sono molto felice di poter condividere la mia esperienza di ‘progettista’, iniziata proprio con Talenti Neodiplomati della Fondazione CRT – spiega la professoressa Sofia Di Carluccio dell’Istituto Boselli di Torino –. Non smetterò mai di dire, infatti, che questo progetto è una meravigliosa opportunità per i nostri allievi, ma lo è anche per noi docenti”.

Secondo un’indagine dell’Osservatorio di Intercultura, sebbene gli studenti che hanno aderito a esperienze internazionali dal 2011 al 2016 siano aumentati del 57%, rimane ancora ferma al 22% la percentuale degli insegnanti che ha avviato un percorso internazionale o coinvolto i propri ragazzi in progetti oltreconfine.

L’UNESCO (Declaration and Integrated Framework of Action on Education for Peace, Human Rights and Democracy, 1995) sancisce che “è necessario introdurre a tutti i livelli una vera educazione alla cittadinanza che includa una dimensione Internazionale”.