Fondazione CRT lancia call internazionale per rendere i dati globali disponibili agli scienziati.

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Fondazione CRT insieme a The GovLab e Fondazione ISI ha promosso un call for action internazionale per incoraggiare la costruzione di un ecosistema di collaborazione sui dati, utile per contrastare l’attuale pandemia e le sfide ambientali e sociali future. Rendere accessibili i dati e condividerli perché i ricercatori possano sviluppare modelli e previsioni è fondamentale per affrontare l'emergenza Covid 19.

La call, disponibile sul sito di European Foundation Centre, individua sette azioni chiave per sviluppare una collaborazione sui dati che sia sistemica, sostenibile e responsabile, anche alla luce dell’attuale emergenza globale. I promotori invitano dunque le principali istituzioni a impegnarsi a:

1. Sviluppare una governance condivisa: attori pubblici e privati e società civile dovrebbero lavorare insieme per sviluppare un quadro di regole condivise, trasparente e affidabile per l’utilizzo dei dati per scopi di interesse pubblico.

2. Costruire le competenze operative, ma anche la consapevolezza, dei settori pubblico e privato rispetto all’utilizzo dei dati per scopi di utilità sociale, investendo ad esempio in attività formative, indirizzate a policymaker e organizzazioni della società civile, finalizzate a costruire la collaborazione sui dati.

3. Creare e promuovere la posizione di Chief Data Stewards: enti pubblici, privati e della società civile dovrebbero creare e promuovere al loro interno la posizione di Chief Data Steward, figura chiave che, in collaborazione con i propri pari, possa “sbloccare” il valore pubblico dei dati, agire sulla base dei risultati ottenuti attraverso l'analisi dei dati, proteggendo al tempo stesso le informazioni sensibili.

4. Costruire una rete di Data Stewards, una “community of practice” che possa aiutare a coordinare e semplificare gli sforzi verso una maggiore collaborazione sui dati e garantire trasparenza in materia di gestione e collaborazione sui dati. La sua missione, obiettivi,  e criteri di partecipazione dovrebbero essere pubblici e le sue attività dovrebbero essere intraprese in modo inclusivo.

5. Coinvolgere le persone, ovvero compiere gli sforzi necessari per far capire a quante più persone possibili quali sono i vantaggi di una maggiore collaborazione sui dati. Per consentire ciò, settore pubblico e privato dovrebbero ad esempio promuovere meccanismi di crowdsourcing e facilitare la donazione di dati.

6. Mettere a disposizione fondi, agevolando i meccanismi di finanziamento e stabilendo incentivi per la collaborazione sui dati, come ad esempio il riconoscimento pubblico di società private e organizzazioni civili che si impegnino in collaborazioni sui dati. Dovrebbe essere sviluppato un sistema di destinatari pre-individuati e qualificati in grado di velocizzare l’accesso alle risorse già durante le prime fasi di una crisi.

7. Promuovere l'innovazione tecnologica: con il sostegno di enti pubblici e privati, scienziati e ricercatori dovrebbero co-progettare e co-sviluppare tecnologie necessarie per implementare la collaborazione sui dati su larga scala e in modo responsabile e sostenibile. Questa ricerca collaborativa dovrebbe essere il più trasparente e interdisciplinare possibile.

In merito alla rilevanza della scienza dei dati nel contrastare il fenomeno Covid-19, spiega Massimo Lapucci, Segretario Generale di Fondazione CRT e Presidente di European Foundation Centre: "Rendere globale la disponibilità di dati è determinante. Perché se le epidemie del passato bene o male sono sempre state localizzate, questa è davvero globale e progredisce con una rapidità impressionante".

Vai alla call internazionale per approfondire