Graduation Day per 180 Talenti dell'Impresa e del Fundraising

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Graduation Day in Fondazione CRT per 180 nuovi Talenti dell’Impresa e del Fundraising: sono i laureati che hanno partecipato all’ultima edizione dei percorsi di alta formazione della Fondazione CRT sui temi dell’impresa innovativa e della raccolta fondi. A consegnare i “diplomi” il Presidente Giovanni Quaglia, il Segretario Generale Massimo Lapucci e le Vice Presidenti Anna Chiara Invernizzi e Anna Ferrino.

“I 180 ragazzi che abbiamo appena ‘diplomato’ sono le fondamenta su cui costruire e rilanciare lo sviluppo del territorio in cui opera Fondazione CRT – sottolinea il Presidente Giovanni Quaglia –. Per i progetti Talenti del Fundraising e dell’Impresa abbiamo stanziato complessivamente due milioni di euro, segno tangibile del nostro impegno nella formazione dei giovani, capitale umano di domani”.

“I progetti della grande ‘famiglia’ Talenti della Fondazione CRT si contraddistinguono da sempre per la loro capacità di formare i giovani sulle skills per essere maggiormente competitivi nel modo del lavoro - dichiara il Segretario Generale Massimo Lapucci -. Sono le stesse abilità che il World Economic Forum ha recentemente definito come necessarie per avere successo nel 2020”.

Talenti per il Fundraising

Talenti per il Fundraising. Il corso, iniziativa unica nel panorama nazionale, fornisce la “cassetta degli attrezzi” indispensabile per affrontare il mondo della raccolta fondi, a partire dai concetti base fino ai più innovativi strumenti applicati al fundraising. Il progetto ha impegnato 60 partecipanti durante 150 ore in aula, 7 eventi off, 1 fine settimana finale residenziale, 1 laboratorio di creatività permanente, 1 giornata di raccolta fondi in piazza (Disruptive Donor Day). I ragazzi, che hanno un’età media di 30 anni, sono prevalentemente donne: 35 su 60. Il 23% dei partecipanti ha un contratto a tempo indeterminato, la stessa percentuale, 23%, a tempo determinato, il 15% è libero professionista, il 40% tirocinante. Il 58% aveva già svolto un’attività di volontariato.

L’ambito della raccolta fondi è in continua espansione e offre opportunità occupazionali in crescita: per la prima volta dopo 12 anni, nel 2018, il numero dei donatori a organizzazioni non profit è tornato a salire, con circa 385mila donatori in più. Inoltre il 49% degli italiani ha fatto almeno una donazione negli ultimi 12 mesi: in crescita rispetto al 41% del 2016 (dati IV Italy Giving Report).

Talenti per l'Impresa

Talenti per l’Impresa. Il progetto intende innanzitutto creare occasioni di formazione e valorizzazione del capitale umano, sviluppando competenze spendibili sia in una propria azienda o startup, sia in aziende già strutturate. I 120 partecipanti hanno seguito 150 ore di formazione in aula (lezioni e workshop con esperti), 2 weekend di team building, 7 eventi “TPI OFF” (incontri con imprenditori e approfondimenti), 4 giornate intensive finalizzate alla presentazione delle idee imprenditoriali. La seconda fase del progetto, che si svolgerà da questo mese fino ad aprile, è dedicata alla sperimentazione e allo sviluppo delle idee imprenditoriali di alcuni dei partecipanti (50 suddivisi in 15 team), durante 100 ore di attività finalizzate alla validazione dell’idea e dell’offerta, alla verifica del business model, alla stesura di un business plan.

I ragazzi che hanno partecipato a Talenti per l’Impresa hanno un’età media di 28,5 anni; il 41,2% sono femmine, il 58,8% maschi. La ripartizione tra i due sessi appare significativa se si considera che il mondo delle startup è di norma declinato al maschile.

Per quanto riguarda la vita professionale di chi ha frequentato Talenti per l’Impresa, dall’inizio del progetto (maggio 2018) ad oggi circa la metà dei partecipanti ha visto evolvere la propria condizione lavorativa: 34,6% ha cambiato lavoro o mansione, il 13,7% ha cominciato a lavorare. Per la quasi totalità di questi giovani il cambiamento ha significato un miglioramento in termini sia economici sia di soddisfazione professionale. E il 60% dei Talenti che hanno visto mutare la propria condizione lavorativa dichiara che il progetto ha influito positivamente sul cambiamento. Non solo: in molti casi il progetto è stato determinante, in quanto i datori di lavoro hanno apprezzato la formazione acquisita e hanno riconosciuto il valore del progetto.

Anche in questo caso il contesto occupazionale è favorevole: le imprese italiane sempre più investono in startup innovative, e i modelli di Open Innovation sono sempre più diffusi in tutti i settori industriali, con una crescita soprattutto tra le piccole (+22% rispetto al 2017) e medie (+20%) imprese (dati Osservatorio sui modelli italiani di Open Innovation e di Corporate Venture Capital).