Stupinigi, l'Appartamento della Regina restaurato torna allo splendore del '700

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Torino, 8 giugno 2016 – L’Appartamento della Regina nella Palazzina di caccia di Stupinigi torna all’originario splendore del Settecento e riapre al pubblico dopo 13 anni, a conclusione di un complesso restauro conservativo iniziato nell’ottobre 2015. Interamente finanziato dalla Fondazione CRT e realizzato in collaborazione con la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, l’intervento testimonia e conferma il comune impegno per il recupero e la promozione del patrimonio storico, artistico e culturale del territorio.

Il restauro ha riguardato tutti gli apparati decorativi fissi, in particolare i preziosi affreschi delle volte, le boiseries dipinte e dorate, le tappezzerie, i serramenti e i camini. 

L’Appartamento, costituito da Anticamera, Camera da letto, Gabinetto da toeletta, Galleria di passaggio e Salotto, ritrova così l’originale aspetto ideato dagli artisti che vi lavorarono nel XVIII secolo, grazie all’opera di varie équipe di specialisti durata complessivamente oltre 12.000 ore di lavoro. Dopo un lungo periodo di chiusura dovuto alla realizzazione dell’impianto generale di riscaldamento e reso necessario anche da alcune infiltrazioni d’acqua, la “rinascita” dell’Appartamento della Regina consente adesso di ampliare il percorso di visita della Palazzina di caccia. 

“Oggi è una giornata importante per la cultura di Torino e del Piemonte – ha spiegato il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci – perché restituiamo ai visitatori un gioiello d’arte del nostro territorio nell’originario splendore del Settecento. E’ una nuova tappa della storica amicizia tra la Fondazione CRT e la Palazzina di caccia di Stupinigi: per la sua rinascita abbiamo investito circa 19 milioni di euro, e il nostro auspicio è che possa emergere con sempre maggiore forza tra le mete proposte dai tour operator internazionali, specie dopo l’ambito inserimento di Torino da parte del New York Times tra le principali mete turistiche del globo”. 

Il Presidente della Consulta di Torino Adriana Acutis precisa che “il progetto di restauro dell’Appartamento della Regina è un passo significativo per la valorizzazione della Palazzina di caccia di Stupinigi. Consulta è disponibile a proseguire i lavori nel futuro per completare il restauro di altre aree e migliorare la fruibilità del percorso di visita di quella che può essere considerata la perla delle residenze sabaude”.

Nell’Anticamera sono stati restaurati i pannelli delle ante delle finestre e dello zoccolo con le piccole Vedute di paese e architetture. Si è intervenuti anche sui pannelli delle porte volanti e sulle straordinarie incorniciature a tralci di edera dorata su sfondo di vetro blu, ad imitazione di pietre preziose – opera di Giuseppe Maria Bonzanigo tra il 1784 e il 1786 – e sulle raffinate tappezzerie settecentesche, splendidi manufatti in seta ‘gros di Tours’. La volta, di eccezionale fattura, raffigura il Sacrificio di Ifigenia ed è opera di Giovanni Battista Crosato del 1733. In questo caso il restauro ha richiesto particolare cautela nella pulitura, trattandosi di affresco con rifiniture a secco, come d’uso nel Settecento. I colori hanno ritrovato l’originario splendore, e lo stesso si può affermare degli sguinci delle finestre e delle tele delle sovrapporta. Il fregio, data la decorazione a secco, era lacunoso e uniformemente giallo ocra; oggi, dopo la pulitura, è nuovamente visibile il ‘color Juvarra’, l’avorio, che riprende la tonalità di tutti i fregi dell’Appartamento. 

L’intervento di recupero nella Camera da letto della Regina è iniziato dal risanamento delle pareti verso il giardino; si sono poi restaurate integralmente la boiserie, le grandi porte con fondo laccato bianco, decorate a grottesche rocailles e la decorazione a stucco della volta. Degno di nota è poi l’affresco della volta, capolavoro di Carlo Andrea Van Loo, dipinto nel 1733: raffigura il Riposo di Diana tra le ninfe, sulla sponda di un fiume, con meravigliose raffigurazioni di animali e dettagli naturalistici che hanno ritrovato lucentezza e trasparenza, grazie al lavoro di mani attente ed esperte. In particolare, è tornata visibile la sfera del sole, nell’angolo in alto a destra entrando nella stanza, che appare da sotto le nuvole e irradia la propria luce su tutto l’affresco.Anche in questo ambiente il restauro ha riguardato i dipinti degli sguinci delle finestre e dei voltini, il camino e la tappezzeria, qui novecentesca, in taffetas effetto gros in seta avorio, doppiato in tela di cotone bianco, a supporto dei ricami.

Nei locali attigui alla Camera da letto, gli interventi hanno riguardato: nel Gabinetto di toiletta, la volta decorata a grottesche, candelabre, figurine cinesi, putti policromi e la boiserie, opera del Giovan Francesco Fariano come quella della Camera; nella piccola Galleria che collega il Salone, i dipinti murali a trompe l’oeil del soffitto e delle pareti.

Tutti i lavori sono stati svolti sotto la supervisione della Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio per il Comune e la Provincia di Torino.


La Fondazione CRT sostiene la valorizzazione e il recupero della Palazzina di Caccia di Stupinigi sin dalla nascita della Fondazione Palazzina Mauriziana di Stupinigi, istituita nel 1987 tra l’Ordine Mauriziano, la Cassa di Risparmio di Torino e la Fiat. La Fondazione CRT ha destinato complessivamente circa 19 milioni di euro per il recupero e la valorizzazione della Palazzina di caccia di Stupinigi. Le risorse investite hanno reso possibile la rinascita delle Scuderie, del corpo centrale dell’edificio con il Salone juvarriano, delle Gallerie, dei giardini e, da ultimo, dell’Appartamento della Regina. Sono stati effettuati lavori di consolidamento strutturale, rifacimento delle coperture e delle balaustre, recupero degli intonaci e dei serramenti, dotazioni impiantistiche e di sicurezza, realizzazione di spazi espositivi nelle ex citroniere.

L’impegno della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino per la Palazzina di caccia di Stupinigi comincia nel 2007 con il reimpianto di 1700 pioppi cipressini sulle antiche rotte di caccia. Continua nel 2009 con il recupero dei dodici grandi Medaglioni lignei della Genealogia Sabauda. Nel 2012 è stata restaurata la Sala degli Scudieri, con le tredici tele che raffigurano le fasi della caccia al cervo. Il 2014 è stato l’anno del recupero delle boiseries e delle tele dell’Anticappella e della Cappella di Sant’Uberto. L’anno scorso è stato completato il restauro del Salone centrale, fulcro della composizione ideata da Filippo Juvarra.