In Fondazione i risultati del progetto "Io Ascolto" per migliorare l'apprendimento dei bambini a scuola

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Sono stati presentati i primi risultati di “Io-Ascolto”, l’innovativo progetto di ricerca condotto in tre anni su 1.000 bambini di 12 scuole di Torino, con l’obiettivo di migliorare le capacità di apprendimento e contrastare disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) come la dislessia – ossia l’impossibilità di leggere velocemente e correttamente parole e testi. Quest’ultima è riscontrabile, secondo le stime del MIUR, in circa 3 studenti italiani su 100 (ovvero il 2,9% degli iscritti, 4 volte di più rispetto a sei anni fa) e vede il Piemonte tra le regioni in cui la percentuale di diagnosi è più alta, arrivando a toccare il 4,5% degli alunni con DSA.

Io-Ascolto è interamente sostenuto dalla Fondazione CRT, ed è realizzato dall’Università degli Studi di Torino (Dipartimenti di Neuroscienze, Scienze, dall’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) e dal Politecnico di Torino (Dipartimento Energia), in collaborazione con la Direzione Didattica Roberto D’Azeglio. Il progetto interviene all’inizio del percorso di studi, quando i disturbi specifici dell’apprendimento non sono ancora diagnosticabili (ciò avviene a partire dalla fine del secondo anno della scuola primaria), quando è però possibile riconoscere “i casi sospetti”.

Si tratta di un vero e proprio programma didattico da affiancare a quelli tradizionali, progettato e coordinato dalla neuroscienziata Tiziana Sacco, rivolto ai bimbi dai 5 ai 7 anni, con l’obiettivo di rafforzare la percezione, discriminazione, memorizzazione e associazione di suoni e immagini, anche con l’ausilio di un software specifico: basato sulla stimolazione di specifiche aree cognitive, con l’utilizzo di tablet e cuffie, progettato dalla prof.ssa Tiziana Sacco e dal dott. Andrea Prato dell’INRIM di Torino ed è da poco diventato “app”, che permette di interagire attivamente da qualsiasi sede, grazie alla gestione hardware e reti a banda larga di Francesco Aimone, referente informatico del progetto.

Ma quali sono i risultati*? Le capacità di leggere lettere minuscole dei bambini “a rischio” - cioè i bimbi che, se non migliorano entro alla fine del secondo anno di scuola le loro prestazioni di lettura, potrebbero iniziare il percorso di diagnosi per dislessia -, nell’ultimo anno, sono più che quintuplicate: 527% di crescita contro il 46% (480% in più) dei coetanei del gruppo di controllo, non sottoposto al percorso di Io-Ascolto. Nell’ultimo anno scolastico, le analisi statistiche condotte da Luisella Milano ci dicono che l’attenzione uditiva dei bambini “potenziati” è aumentata del 48% rispetto al 9% del gruppo di controllo (38% in più), la velocità di lettura di sillabe maiuscole ha visto un incremento del 105% rispetto al 61% dei “non potenziati” (44% in più); la velocità di lettura di un brano è migliorata del 73%, il 25% in più rispetto ai controlli; la velocità di associare il fonema al relativo grafema è migliorata del 50% (il 20% in più del gruppo di controllo). Queste e altre capacità che se non sviluppate adeguatamente possono complicare la lettura di cartelli stradali, istruzioni, libri, giornali, ma anche l’esecuzione di semplici calcoli nelle spese ordinarie, la scrittura sotto dettatura o la capacità di prendere appunti.

Io-Ascolto è un progetto unico in Italia sotto tre punti di vista. In primo luogo viene proposto a intere classi, anziché ai soli bambini con difficoltà o a rischio, sia per non creare differenziazioni o addirittura "discriminazioni" tra i bambini, sia perché un programma di potenziamento delle capacità di attenzione e memoria uditive e visive, del linguaggio e della lettura può servire a tutti: i piccoli, infatti, anche se molto ‘forti’ in alcune capacità cognitive, possono essere fragili in altre.

In secondo luogo il training inizia molto precocemente, già a 5 anni, ed è continuativo dalla scuola d’infanzia fino alla seconda elementare, con esercizi mirati e calibrati per età. Spiega la dott.ssa Tiziana Sacco “Nel periodo della vita che va dai 5 ai 7 anni, infatti, nel cervello è ancora alta la plasticità neurale, ed è possibile modificare le aree linguistiche attraverso stimoli specifici che coinvolgono i canali sensoriali uditivi e visivi: una novità significativa rispetto ai tradizionali percorsi di riabilitazione che, di norma, vengono intrapresi a seguito di diagnosi di dislessia solo dopo gli 8 anni, quando però la modificabilità di questi neuroni inizia a diminuire”.

La terza novità di Io-Ascolto riguarda la correlazione tra una buona acustica in classe e un buon apprendimento degli alunni, e punta a “trattare” le aule con l’installazione di pannelli fonoassorbenti che – sul modello dell’elementare “pilota” Roberto D’Azeglio di via Santorre di Santarosa a Torino, diretta dalla dott.ssa Sole, dotata di ambienti didattici ottimali – riducono il rumore di fondo e la riverberazione sonora. Secondo i risultati del secondo anno di test effettuato in 12 scuole torinesi dalla prof.ssa Arianna Astolfi, responsabile nel progetto dello studio dell’acustica delle aule scolastiche, insieme alla dott.ssa Giuseppina Puglisi del Politecnico di Torino, quando il programma di potenziamento è stato associato alla buona acustica, per alcune prove inerenti la comprensione del testo e la discriminazione uditiva si è riscontrata una maggiore significatività nella differenza fra i punteggi di fine e inizio anno. Questo risultato ha messo in luce come le capacità di apprendere siano in funzione anche dell’ambiente acustico dell'aula scolastica. Migliori risultati si prevedono in aule con acustica eccellente, che saranno oggetto di sperimentazione nel progetto Io Ascolto 3.

* COME FUNZIONA IL PERCORSO: Il percorso prevede che, dopo aver somministrato a inizio anno ad ogni bimbo una batteria di valutazione, si passi alla fase di “potenziamento”, sotto forma di gioco: si propone dunque un percorso didattico in classe, condotto dagli stessi insegnanti, e proposto tramite un software, progettato e basato su criteri neuroscientifici. Ogni bambino si cimenta negli esercizi insieme alla propria classe e al proprio insegnante.
Dopo la prima valutazione dei profili di capacità degli studenti, con gli insegnanti, si stabilisce a quali bambini offrire un software specifico, per aumentare il potenziamento specifico. Questi bambini, definibili in difficoltà, non vengono a sapere delle differenze apportate al loro percorso, proprio per non incidere sulla loro autostima e motivazione. Semplicemente viene loro avviato un percorso diverso all’interno dello stesso video-gioco, che il bimbo svolgerà, inconsapevole, accanto a tutti i suoi compagni.
Alla fine dell’anno, al termine del percorso vengono riproposti i test individuali per valutare il miglioramento delle capacità di apprendimento e di lettura.
Il progetto nasce come sperimentazione scientifica e dunque presenta anche un gruppo di controllo, bambini della medesima età, che vengono valutati negli stessi periodi, ma non svolgono il percorso di potenziamento.