Big Data. Al via da Torino il movimento "Data for good": la scienza dei dati al servizio del non profit italiano

Previous Next

Torino, 21 ottobre 2016 – Tre dei maggiori esperti internazionali dei Big Data hanno incontrato oggi a Torino il mondo del non profit italiano in occasione del workshop “Data for Good” ospitato dalla Fondazione CRT, che ha riunito un centinaio di associazioni, tra cui Emergency, Save the Children, ActionAid, istituzioni come l’Università di Torino, il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, ed esponenti del mondo imprenditoriale. A illustrare le opportunità della Scienza dei Dati al servizio del sociale e della cooperazione allo sviluppo sono stati il primo "data scientist" dell’ONU Miguel Luengo‐Oroz, lo scienziato Carlos Castillo, che ha studiato il ruolo dei social media nelle emergenze umanitarie e nelle catastrofi naturali e David Gutelius, fondatore di un incubatore di prodotti digitali a Palo Alto in California.

L’evento, organizzato dalla Fondazione ISI, è il primo tassello di "Innovazione per lo sviluppo", il progetto pilota promosso da Fondazione CRT, Fondazione Cariplo e Compagnia di San Paolo per la ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e scientifiche nel campo della cooperazione internazionale e del sociale.

Per molti anni appannaggio esclusivo delle comunità scientifiche specializzate, i Big Data sono oggi considerati una leva strategica in pressoché tutti gli ambiti della società, in uno scenario che prevede, entro il 2020, 30 miliardi di dispositivi pronti a trasmettere dati grazie alle connessioni di massa.

Diamo il via in Italia a "Data for Good" – i dati al servizio del bene – un’iniziativa che, attraverso l’utilizzo intelligente dei Big Data, può offrire anche al mondo del non profit nuove opportunità di sviluppo, ricavando valore ‘sociale’ da masse di dati altrimenti non utilizzati – afferma Massimo Lapucci, Segretario Generale della Fondazione CRT–: in un mondo di risorse scarse, l’insieme di informazioni che derivano da operatori e soggetti beneficiari possono diventare un patrimonio al servizio della collettività e dei decisori chiamati ad allocare le risorse nel modo più efficiente Già da molti anni, attraverso Fondazione ISI di cui siamo fondatori, siamo stati pionieri nel riconoscere l’importanza dei Big Data, quando ancora erano un fenomeno non di moda: con ‘Data for Good’ intraprendiamo ora un’ulteriore sfida per rispondere al crescente bisogno di innovazione nel non profit”.

"La scienza dei dati sta trasformando il modo in cui le aziende globali prendono decisioni”, dice Ciro Cattuto, direttore scientifico della Fondazione ISI. “È tempo di ragionare su come le medesime capacità tecniche - i big data, gli algoritmi predittivi, l'intelligenza artificiale - possano pienamente dispiegare il proprio impatto sociale positivo e aiutare la missione di organizzazioni non-profit, organizzazioni filantropiche e istituzioni pubbliche".

La Fondazione CRT interviene in modo organico nell’ambito dei Sistemi Complessi e della scienza dei Big Data: con il Progetto Lagrange ha assegnato borse del valore complessivo di 40 milioni di euro a 700 giovani ricercatori, contribuendo a creare una nuova generazione di studiosi capaci di trasferire ai “decision maker” le conoscenze acquisite. La Fondazione CRT ha dato vita anche al Premio Lagrange, il primo e più importante riconoscimento in ambito internazionale per la Scienza della Complessità: quest’anno è stato conferito all’epidemiologo John Brownstein, le cui ricerche hanno portato allo sviluppo di HealthMap.org, un sistema web di intelligence epidemiologica che sfrutta i Big Data per monitorare la diffusione globale delle malattie infettive.

I Big Data rappresentano un’opportunità anche per implementare l’attività di raccolta fondi, considerato che nel nostro Paese solamente il 20% delle istituzioni del non profit fa attività di fundraising, e solo 3 italiani su 10 fanno donazioni. Per questo la Fondazione CRT ha avviato il progetto Talenti per il fundraising per formare giovani esperti in questo campo, e ha organizzato il “Fundracing day”: una giornata di formazione gratuita sul tema della raccolta fondi per oltre 200 associazioni del welfare.

 

Il movimento internazionale "Data for Good"

Il movimento “Data for Good” è nato sulla scia delle enormi opportunità create dalla scienza dei dati applicata allo sviluppo sociale e alla cooperazione internazionale. La rivoluzione tecnologica creata dalla pervasività del Web, della telefonia mobile e dei sensori sta generando una quantità di dati senza precedenti in grado di trasformare qualunque settore della conoscenza umana. Questa rivoluzione vede come attori principali le grandi aziende tecnologiche, ma la scienza dei dati può essere messa anche al servizio di organizzazioni che vogliono cambiare il mondo e renderlo un posto migliore. Il progetto "Dati per il sociale e lo Sviluppo" intende fornire alle organizzazioni che lavorano nei settori del sociale e della cooperazione i mezzi tecnologici più sofisticati per estrarre dai dati nuovo valore e farne uno strumento di crescita.