Il Coccia di Novara inaugura la stagione con l'Aida "firmata" Fondazione CRT

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Torino, 3 ottobre 2016 – Venerdì 7 ottobre il Teatro Coccia di Novara inaugura la stagione con l’Aida di Verdi, “firmata” dalla Fondazione CRT con un sostegno di 100 mila euro. La produzione, frutto di collaborazioni artistiche di eccellenza in Italia e nel mondo, come il Teatro alla Scala e l’Arena di Verona, è pensata per coinvolgere un pubblico ampio ed eterogeneo, a partire dai giovani: l’Aida “uscirà” infatti dal teatro per essere trasmessa in tv la vigilia di Natale su Classica HD (canale 138 di Sky), grazie a un nuovo progetto di realtà virtuale applicato all’opera lirica, con riprese a 360° che consentiranno allo spettatore di scegliere personalmente il proprio punto di interesse sulla scena, ricercando la propria inquadratura.

Con la direzione artistica di Renata Rapetti, la regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, la direzione dell’Orchestra del Conservatorio Cantelli di Novara affidata a Matteo Beltrami, l’Aida andrà in scena con due repliche domenica 9 e martedì 11.

Si rafforza così il legame tra la Fondazione CRT e la Fondazione Teatro Coccia, iniziato nel 2006 con il cofinanziamento di progettualità rilevanti per il territorio. In particolare, nell’ultimo anno, la Fondazione CRT ha contribuito alla realizzazione de “Il Viaggio a Reims”, dedicato all’incontro tra culture e generazioni diverse, e “La Paura”, opera contemporanea realizzata dai giovani per i giovani.

"Il progetto Aida del Teatro Coccia è nelle corde della Fondazione CRT perché rappresenta un'innovazione - sottolinea il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci -: è un esperimento a cavallo tra arte e ricerca, fondato su risorse artistiche di eccellenza, e capace di unire teatro e televisione. E' il teatro che esce dal teatro per avvicinare nuovi pubblici, a partire dai giovani".

In 25 anni di attività, la Fondazione CRT ha distribuito risorse per circa 1 miliardo e 500 milioni di euro sul territorio, qualificandosi come uno dei “motori” dello sviluppo e della crescita del Piemonte e della Valle d’Aosta in tre macro-aree: Ricerca e Istruzione, Welfare e Territorio e, appunto, Arte e Cultura, cui ha destinato complessivamente 470 milioni di euro.