Le ultime scoperte dell’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta

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Il satellite Kepler della NASA, l'agenzia spaziale degli Stati Uniti, è uno degli strumenti scientifici più importanti degli ultimi anni. Dalla sua orbita nello spazio ha osservato centinaia di migliaia di stelle per scoprire se sono circondate da pianeti, come il Sole nel nostro Sistema Solare. Tra tante scoperte compiute e risultati ottenuti, un paio di stelle, note agli addetti ai lavori come K2-3 e KIC 8462852, hanno recentemente suscitato un particolare interesse. Infatti le loro caratteristiche sono così inattese da spingere gli studiosi a invocare spiegazioni altrettanto fuori dagli schemi, come fenomeni fisici finora sconosciuti oppure la tecnologia di una possibile... civiltà aliena!

Le ricerche coinvolgono anche l'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta dove è attivo il Progetto Pianeti extrasolari, ideato nel 2008 in collaborazione con l’INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino. Dopo le fasi preliminari dello Studio di fattibilità e dello Studio pilota, si è giunti da circa tre anni alla campagna osservativa chiamata APACHE (“A PAthway toward the Characterization of Habitable Earths”). Questo programma è l'unico di lunga durata a livello europeo per la ricerca di pianeti in orbita attorno a un campione accuratamente selezionato di circa 3000 stelle nane rosse nelle vicinanze del Sole, utilizzando il metodo fotometrico del transito. Inoltre, tra gennaio e maggio, grazie anche al contributo della Fondazione CRT per l'anno 2015, i telescopi a Saint-Barthélemy hanno monitorato alcuni tra gli astri osservati da Kepler, compresa una delle due misteriose stelle.

Questi studi, tuttora in corso, sono stati illustrati in una conferenza aperta al pubblico che si è tenuta ad Aosta mercoledì 2 dicembre alle ore 21.00. Un vero e proprio racconto in diretta, narrato da Davide Cenadelli, un ricercatore impegnato nel campo, di un'avventura scientifica con un finale ancora da scrivere. La posta in palio? Capire, grazie alla scienza, quanti mondi nella Via Lattea possano ospitare la vita come noi la conosciamo sulla Terra e se siamo soli nell'universo.

Sono intervenuti: Annapaola Venezia, vice Segretario Generale Fondazione CRT, Roberto Crétier Presidente della Fondazione  Clément Fillietroz – ONLUS, Enzo Bertolini Direttore della Fondazione Clément Fillietroz - ONLUS  

“L’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta è il nostro ‘occhio’ sull’Universo, un’eccellenza scientifica non solo italiana ma internazionale, al centro di importanti programmi europei e in collegamento con la Nasa - ha detto Annapaola Venezia -. Con un investimento complessivo di 230 mila euro, la Fondazione CRT sostiene la sua attività, a partire dal progetto Pianeti extrasolari, che può contribuire a far luce su alcuni temi su cui l’uomo si interroga da sempre. Alla qualità della ricerca, che coinvolge anche giovani studiosi, l’Osservatorio affianca meritorie iniziative di didattica e di divulgazione, per avvicinare gli studenti, gli insegnanti e il grande pubblico al valore e alla bellezza della scienza”.

L’innovazione, la conoscenza, i giovani talenti sono le leve strategiche dello sviluppo e della crescita del territorio. Per alimentare questi motori di cambiamento, la Fondazione CRT promuove la ricerca scientifica e tecnologica, sia attraverso progetti propri, sia attraverso le migliori iniziative volte a valorizzare le competenze e a creare connections: fino ad oggi, ha stanziato circa 400 milioni di euro per la ricerca e la formazione in tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta.