Nuovo Museo Egizio: spazi raddoppiati, oltre 30.000 reperti

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Torino, 31 marzo 2015 - Ha inaugurato oggi il nuovo Museo Egizio: un work in progress a cui il pubblico ha assistito nei cinque anni di lavori, dal 2010 fino alla data storica di oggi perché il Museo non ha mai chiuso neppure un giorno al pubblico. La Fondazione CRT è parte della storia del Museo Egizio - è infatti tra i soci fondatori della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino e ha contribuito alla realizzazione dei progetti di valorizzazione delle attività del Museo - ed è stata rappresentata alla conferenza di oggi dal Segretario Generale Massimo Lapucci: "Questo museo è soprattutto un esempio di cooperazione pubblico-privato. Partendo da qui, vogliamo cominciare a individuare nuove forme di sostegno sempre più evolute e moderne, che possano aiutare sempre più il nostro patrimonio culturale".

Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, intervenuto all'inaugurazione, ha detto: «Sono certo che sarà un grande successo italiano e internazionale. È una collezione strepitosa, come già sapevamo con un allestimento molto moderno in cui non c’è un affollamento di opere, ma ampi spazi che permettono un’ottima fruizione, come si fa oggi».

Il percorso museale, che poggia sul progetto scientifico elaborato dal Direttore Christian Greco e da otto curatori con differenti specializzazioni, si sviluppa cronologicamente e si articola in quattro piani di visita coprendo un arco temporale che va dal 4000 a.C. al 700 d.C. La duplice natura delle collezioni torinesi, in parte antiquarie e in parte archeologiche, è raccontata dalle sale sulla storia del Museo.

La Fondazione ha voluto far vivere alla Città un assaggio dell’atmosfera egizia anche al di fuori del Museo, ricollocando nel centro di Torino tre grandi riproduzioni di statue egizie.

Oltre 30mila reperti

Nel museo sono ospitati più di 30mila reperti, che vanno dal paleolitico all'epoca copta, dunque fino al VI secolo d.C. Tra i pezzi più importanti la tomba di Kha e Merit, rinvenuta intatta nel 1906 nei pressi di Deir el-Medina dall'egittologo Ernesto Schiapparelli, il Canone Reale o Papiro di Torino e la Tomba di Maia, ricostruita nel museo.

Una superficie espositiva raddoppiata

Dal 1° aprile la nuova collezione del museo è distribuita su una superficie complessiva che passa da 6.400 a 10mila metri quadrati, su quattro piani, collegati da un sistema di scale mobili che ricreano un ideale percorso di risalita del Nilo, ideato dallo scenografo Dante Ferretti.

Un percorso cronologico

Un percorso museale cronologico che copre un arco temporale che va dal 4000 a.C. al 700 d.C. La duplice natura delle collezioni torinesi, in parte antiquarie e in parte archeologiche, è raccontata dalle sale sulla storia del Museo: una novità che risponde in modo puntuale alla domanda più frequente del pubblico: "Perché un Museo Egizio a Torino?". Un'area tematica di grande impatto è poi la Galleria dei Sarcofagi, molti dei quali restaurati. Per il pubblico sarà come vivere un viaggio nel tempo e la visita si concluderà al piano terra fra le statue monumentali, nelle sale allestite dallo scenografo Dante Ferretti.

Un museo multimediale

Il museo diventa, inoltre, multimediale: i visitatori hanno la possibilità di seguire ogni reperto su tablet e smartphone. Poi un logo ridisegnato, una sorta di graffito con il geroglifico simbolo dell'acqua, anche per creare un legame tra i fiumi Nilo e Po, e l'introduzione delle audioguide in lingua araba.