Presentazione volume: Sir James Hudson nel Risorgimento italiano

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Si presenta oggi, martedì 26 giugno alle ore 17, presso il Salone d’Onore della Fondazione CRT, il volume “Sir James Hudson nel Risorgimento italiano”, edito da Rubbettino, frutto di un progetto della Fondazione CRT e curato da Edoardo Greppi, Ordinario di Diritto internazionale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino e da Enrica Pagella, Direttore di Palazzo Madama, Museo Civico d’Arte Antica.
Alla presentazione interverranno Andrea Comba, Presidente della Fondazione CRT; Gian Savino Pene Vidari, Emerito di Storia del Diritto, Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino; i curatori Edoardo Greppi ed Enrica Pagella; Enrico Castelnuovo, Emerito di Storia dell’Arte medioevale, Scuola Normale Superiore di Pisa.


Il volume raccoglie le relazioni (rielaborate dagli autori) presentate al convegno su “Sir James Hudson. Il ruolo della diplomazia a Torino negli anni dell’unificazione d’Italia”, che si è tenuto all’Archivio di stato di Torino il 12-13 novembre 2010 per iniziativa della Fondazione CRT, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, e i contributi offerti successivamente da altri studiosi.
Sir James Hudson venne definito “Più italiano degli italiani stessi” da Lord Malmesbury. Un personaggio poco noto della storia italiana, eppure in prima fila nel processo di unificazione del Paese, verso il quale nutrì un profondo sentimento e un grande attaccamento. In rapporti di stima con d’Azeglio e Cavour, Hudson si spese per la causa dell’unità in quella che sarebbe diventata la prima capitale d’Italia, dove fu in missione dal 1852 al 1863: prima ministro plenipotenziario britannico nella Torino dei Savoia tra il 1852 e il 1861, e poi primo capo missione accreditato presso il nuovo Regno d'Italia tra il 1861 e il 1863.


Gli scritti pubblicati nel volume nel loro insieme costituiscono il primo contributo allo studio di un personaggio complesso, esaminato essenzialmente in una duplice prospettiva, quella del diplomatico e quella del collezionista. Il diplomatico è stato uno dei protagonisti più significativi di una stagione diplomatica vivacissima, che aveva posto al centro di un’attività politica straordinaria, destinata a compiere realizzazioni capaci di modificare gli equilibri del continente europeo. In relazione al secondo aspetto, l’amore di Hudson per l’Italia, per la sua storia, per la sua cultura si è manifestato nelle relazioni con gli ambienti artistici della Penisola e nel collezionismo, con l’acquisto negli anni di diverse opere di una certa importanza.


Il Presidente Andrea Comba sottolinea che “Il libro intende contribuire a metterne in luce la figura di sir James Hudson, collocandola nel contesto più ampio nel quale ha tanto a lungo operato. La pubblicazione che oggi presentiamo prende spunto e desidera garantire memoria alle iniziative realizzate negli anni scorsi: le due tavole rotonde tenutesi all’Archivio di Stato di Torino nel novembre 2010; la targa commemorativa apposta su Palazzo Cisterna, residenza torinese del diplomatico; il volume ‘Diplomazia e collezionismo tra il Piemonte e l’Europa negli anni del Risorgimento’, curato nel 2011 dal prof. Giovanni Romano e parte della collana Arte in Piemonte”.